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    <title>Sì, Viaggiare on </title>
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      <title>L&#39;isola pianeta e altri settentrioni</title>
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      <pubDate>Tue, 26 May 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img &#xA;    src=&#34;https://ilsecoloxx.it/cover/20260526_Lisola_pianeta_e_altri_settentrioni.jpg&#34; &#xA;    alt=&#34;L&amp;#39;isola pianeta e altri settentrioni&#34; &#xA;    style=&#34;float: left; margin: 0 15px 15px 0;&#34;&#xA;    width=&#34;150px&#34;&#xA;/&gt;&#xA;&lt;strong&gt;Adelphi,2006,321 pagine&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&#xA;La cosa più affascinante di questa raccolta di brevi reportage di viaggio in Nord Europa è il fatto che siano stati svolti tra il 1971 e il 1989, e quindi si possa gustare una visione di quelle regioni profondamente diversa dai nostri tempi, diciamo dai voli low-cost in poi fino all&amp;rsquo;overtourism dell&amp;rsquo;Islanda. Quest&amp;rsquo;ultima, che dà il titolo alla raccolta, è sicuramente la regione che ha più affascinato l&amp;rsquo;autore, che non nasconde la sua meraviglia per questa terra remota, solitaria, magica, severa e inaccessibile. Alcuni di questi aggettivi valgono ancora oggi: non tutti. E ci sono molti altri segni dei decenni passati: la Finlandia che era non ostile, quasi in simbiosi, con l&amp;rsquo;Unione Sovietica; la Norvegia ancora nazione più di pescatori che di ricchi di petrolio; le Faer Øer dove si pescavano le balene e in cui era vietato l&amp;rsquo;alcool ai turisti; la Germania che non era ancora completamente ricostruita dopo la guerra e che era ancora divisa. Ma soprattutto mi ha colpito il fatto che, ogni volta che si parla di Copenhagen, Manganelli si riferisca come a una città permissiva, godereccia, in qualche modo corrotta. Alla sua prima visita, tappa verso l&amp;rsquo;Islanda, la detesta, alla seconda la scopre meglio e la apprezza, ma il giudizio morale rimane. Ho poi scoperto il perché: la Danimarca è stata il primo paese a depenalizzare la pornografia, e Copenhagen negli anni &amp;lsquo;70 aveva quest&amp;rsquo;aura di &amp;ldquo;città del peccato&amp;rdquo; che oggi, in parte, diamo ad Amsterdam.&lt;br&gt;&#xA;Al di là del distacco temporale, Manganelli scrive molto bene, e i suoi raccontini di viaggio sono spesso incisivi. A tratti fa proprio il turista e indugia un po&amp;rsquo; troppo sulle architetture, altre volte crea ponti tra le opere degli scrittori vissuti in una città e le città stesse, non sempre a proposito. Il meglio lo dà quando indaga l&amp;rsquo;anima dei luoghi che visita attraverso le persone e l&amp;rsquo;atmosfera generale che si respira. E questa, secondo me, è la vera essenza dei viaggi.&lt;/p&gt;</description>
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