ABEditore,1875,232 pagine
Libro che rientra nella categoria “non mi ricordo perché l’ho comprato”, “La casa disabitata” è un romanzo horror vittoriano, una storia di fantasmi ambientata a Londra, che a un certo punto vira verso una trama gialla. Le influenze dickensiane sono molto evidenti, soprattutto in alcuni personaggi caricaturali e nell’io narratore, un umile impiegato di belle speranze, ma ci sono diverse pagine ben riuscite. Nononostante l’armamentario classico del genere (apparizioni, porte che si aprono, notti tempestose con rami che battono sul vetro), o forse a causa di esso, il libro non riesce a far paura, ma nemmeno scade nel ridicolo. Rimane un’interessante opera del suo tempo, minore e derivativa, ma ancora leggibile dopo 150 anni. Non è cosa da poco.