Un blog fuori tempo massimo

Eyes of Laura Mars

di Irvin Kershner (1978)

Eyes of Laura Mars Poster

She saw life through the camera’s eye. Then suddenly she saw death.

Il riassunto Una famosa fotografa di moda sviluppa la inquietante capacità di vedere attraverso gli occhi di un serial killer. Imdb

Il commento Non è decisamente un film memorabile: l’ho visto perché scritto da John Carpenter. Però, in questa storia di omicidi con poteri extrasensoriali ambientata nel mondo della moda, e twist finale non proprio imprevedibile e ispirato, ho trovato interessante soprattutto l’ambientazione: una Manhattan degli anni ‘70, sporca, rumorosa, con spazzatura per la strada e strade piene di buche, ma contemporaneamente nel mondo della moda e della fotografia che anticipa tutto quello che diverrà popolare pochi anni dopo, per il glamour, le acconciature, i vestiti. Probabilmente questa preview degli anni ‘80 in atmosfera ’70s è la cosa più memorabile di un film che per il resto è evidentemente ispirato a Dario Argento ma senza la sua capacità di regia.

Postato il 26/08/2026


Ringu

di Hideo Nakata (1998)

Ringu Poster

One curse, one cure, one week to find it.

Il riassunto Un video misterioso è collegato a una serie di decessi e, quando una giornalista curiosa trova la cassetta e la guarda di persona, mette in moto una serie di eventi che mettono in pericolo la sua stessa vita. Imdb

Il commento Il film che ha dato origine alla stagione del J-Horror, rivisto quasi per caso, è interessante come metta insieme elementi spurii. La parte strettamente horror, che funziona bene, è limitata all’inizio e alla fine. Il resto del film è un’indagine mediamente interessante che penetra progressivamente in un mondo sovrannaturale nel Giappone rurale. E insieme, c’è la storia della videocassetta maledetta che non si capisce come si compenetri con una storia di fantasmi ambientata qualche decennio prima: perché il rancore (il classico elemento scatenante dei fantasmi nipponici) arriva su un elemento moderno? Forse è materia per i sequel. Per il resto, per quanto mi riguarda, mi è rimasta più voglia di fantasmi e meno di gente che va in giro a chiedere cose.

Postato il 24/08/2026


Katabasis

di R.F. Kuang

Katabasis Mondadori,2025,576 pagine
Per tutta la lettura sono rimasto indeciso se chiamare questo libro Kagatabasis o Kazzatabasis. Decidete voi, ma il mio giudizio intanto l’ho espresso.
Di Kuang avevo già letto Babel, che complessivamente mi era piaciuto, pur con alcune riserve, e la premessa di questo libro mi attirava: una discesa all’inferno di un’accademica di Cambridge che studia magia per trovare l’anima del proprio professore per strappargli una raccomandazione (!) usando come fonte le varie discese all’inferno della letteratura (Dante, Orfeo, Ulisse, Eliot…). Appare ben presto che l’autrice non sa bene che pesci pigliare per raccontare questa storia, vagando da una specie di dungeon crawler a livelli, a una lamentazione continua e ossessiva di quanto è duro fare il ricercatore, all’invenzione di un sistema magico che non sta in piedi (aveva fatto la stessa cosa in Babel) e a una confusissima topologia dell’Inferno di cui non si sentiva il bisogno. In generale, mi ha abbastanza annoiato, e ho trovato il libro davvero poco ispirato: una buona idea che non ha trovato uno sviluppo adeguato. Senza grosse sorprese, il viaggio all’Inferno diventerà un viaggio per trovare se stessi. Ma no!
L’edizione Mondadori è spettacolare da vedere. Meno da leggere.

Postato il 23/08/2026


Kimagure Orange Road

di Izumi Matsumoto

Orange Road J-Pop,2012,10 volumi
Parlo poco di fumetti da queste parti, in parte perché in questo periodo della mia vita ne sto leggendo pochi e in parte perché non ho mai preso l’abitudine di commentarli, ma oggi voglio fare un’eccezione. E, si badi, sarà un articolo ad alto tasso di nostalgia.

Quest’estate ho riletto Kimagure Orange Road di Izumi Matsumoto. Ho perso il conto di quante volte ho letto l’edizione Star Comics. L’ultima sarà stata una decina di anni fa, e avevo pensato che probabilmente sarebbe stata l’ultimissima. Il recupero dell’edizione J-Pop del 2012 con nuova traduzione e adattamento mi ha dato lo stimolo all’ennesima rilettura.

La prima volta che ho letto Orange Road, prima metà anni ‘90, stavo finendo il liceo, ed erano passati meno di dieci anni dall’uscita originale del manga in Giappone. Eppure, nello sbrilluccichio dei primi anni ‘90 e dei manga più cool del momento, sembrava già qualcosa di un altro tempo: una storia tutto sommato abbastanza ingenua, con un carattere episodico, l’abbigliamento dei personaggi che grida “anni ‘80”, disegni non troppo particolareggiati e, all’inizio, anche bruttini (poi Matsumoto migliora, o gli danno assistenti bravi - Hagiwara su tutti!). Più di trent’anni dopo, la sensazione non cambia, ma se l’invecchiamento immediato c’è stato, col tempo quei difetti sembrano sempre più veniali e a quarant’anni dalla prima edizione il manga non sembra così vetusto.
Certo, ci sono diversi episodi simili (quanti doppi appuntamenti? quante scene con Kyosuke e Madoka che stanno per combinare qualcosa e vengono interrotti? gag coi poteri?), ci sono alcuni personaggi secondari introdotti e poi dimenticati, altri sono pure macchiette, Madoka è una superwoman che qualunque cosa faccia la fa benissimo, i disegni devono aspettare gli ultimi volumi per essere definiti davvero “spettacolari” e, non ultimo, il “triangolo” e l’indecisione di Kyosuke non sono mai in realtà tali, sappiamo fin dall’inizio chi ama davvero.

Sì, ma questi sono peccatucci. La serie è frizzante e divertentissima, le situazioni sono sorprendentemente varie, date le premesse, i comprimari sono azzeccati e memorabili. Ma la cosa che più mi colpisce a ogni rilettura è la sensazione del tempo che passa: in una serie episodica è comune lasciare il tempo sospeso in modo da poterla continuare ad libitum. Orange Road inizia coi personaggi più grandi in terza media e si conclude con la fine delle superiori, scandendo stagioni e anni che passano e accompagnandoli in una progressiva maturazione. Questo implica che c’è una sorta di countdown verso l’esplosione del potentissimo finale che a un certo punto è inevitabile, e che non manca mai di commuovermi fino alle lacrime, soprattutto nella scena in cui Manami abbraccia Hikaru, che è il vero momento di svolta.

Siamo nel 2026. Izumi Matsumoto non è mai riuscito a ripetersi ed è purtroppo morto troppo giovane, come molti mangaka. Anche Garion, traduttore della nuova edizione e massimo esperto italiano di Orange Road, con cui ho avuto molte discussioni a proposito, ci ha lasciato troppo presto. Io oggi ho quasi quarant’anni più dei protagonisti e dovrei avere un certo distacco per le vicissitudini di liceali. Eppure, continuo a essere legato a Orange Road, come lo sono stato in passato in diverse fasi della mia vita. Sospetto che lo sarà ancora in futuro.

Due parole sull’edizione J-Pop: finalmente non ribaltata, senza i terribili cartelli ridisegnati dell’edizione Star e il suo pessimo lettering, con la nuova ottima traduzione di Garion (ma anche quella vecchia non era male, tutto sommato). Manca, rispetto all’edizione Star, uno dei due episodi con Matsumoto stesso protagonista, ma c’è in più un episodio bonus particolarmente sexy ambientato ai bagni pubblici, posteriore alla pubblicazione originale. Dispiace però che tutte le copertine siano dedicate a Madoka, mancando l’essenza del manga.

Postato il 23/08/2026


Godzilla (ゴジラ)

di Ishirō Honda (1954)

Godzilla (ゴジラ) Poster

Godzilla, a weapon of science, a great battle of wonder and terror!

Il riassunto Il Giappone è in preda al panico dopo che diverse navi sono state affondate nei pressi dell’isola di Odo. Una spedizione sull’isola guidata dal dottor Kyohei Yamane scopre ben presto qualcosa di molto più devastante di quanto immaginato: un mostro alto 50 metri che gli indigeni chiamano Gojira. Ora il mostro dà inizio a una serie di devastazioni che minacciano di distruggere non solo il Giappone, ma anche il resto del mondo. Imdb

Il commento Uno di quei classiconi che non avevo mai visto, pur sapendo più o meno tutto per riverbero, per citazioni e per imitazioni. Nonostante spesso gli effetti speciali siano davvero grezzi, è un film interessante e anche abbastanza sfaccettato, in cui la metafora di Godzilla come “era nucleare"si interseca con altri temi, quali il ruolo internazionale del Giappone, la sua ricostruzione, il suo senso dell’onore (mi ha colpito come l’atto più coraggioso di tutto il film sia la ragazza che viene meno alla sua promessa di non rivelare il segreto dello scienziato). Ma si parla anche di ecologia, di un Giappone ferito (“Ho scampato per un pelo Nagasaki e mi tocca questo!”, “Bambini, finalmente ci riuniremo a papà!”), del ruolo della scienza. Si tratta di un film ingenuo e da diversi punti di vista grezzo, ma comunque molto potente. E quanto Godzilla c’è in Evangelion! Direi meglio di quasi tutti i suoi seguiti ed epigoni.

Postato il 18/08/2026


The Last House

di Louis Leterrier (2026)

The Last House Poster

How long can you survive?

Il riassunto Una famiglia, improvvisamente rinchiusa nella propria casa, deve unire le forze per sopravvivere nonostante le risorse che si esauriscono e la minaccia inquietante che la tiene intrappolata. Imdb

Il commento Tutto il mondo è costretto in casa, tramite un espediente che sta poco in piedi. E la trama, incentrata su una famigliola, sta ancora meno in piedi quando si tratta di sopravvivere chiusi in casa per anni, mentre fuori ci sono i mostri. Evidentemente è una grossolana metafora del Covid che richiede una notevole capacità di sospensione dell’incredulità, dalle premesse allo sviluppo e financo al finale, e strappa qualche risata per la faccia da pesce lesso del papà della famiglia (si veda la locandina, dice tutto). Ottiene la sufficienza per una discreta regia che sfrutta bene gli spazi claustrofobici e mantiene una passabile tensione, ed è un film che scivola via facilmente.

Postato il 18/08/2026


Avventure postume di personaggi illustri (Italian Edition)

di Roberto Alajmo

Avventure postume di personaggi illustri (Italian Edition) Sellerio Editore,180 pagine
Graziosissimo saggetto che parla delle vicissitudini dei cadaveri di vari personaggi famosi, siano essi salme, ceneri, imbalsamazioni e così via. Si va dal prevedibile Lenin e la sua imbalsamazione, al doppio cranio di Cartesio, alle reliquie di Sant’Agata su e giù per il mediterraneo, al processo al papa cadavere riesumato per l’occasione col diacono che parla per lui ispirato dallo Spirito Santo. Ce n’è per tutti i gusti. Come si può desumere dal titolo, il tono è ironico e giocoso ed è facile farsi quattro grasse risate alle spese delle povere spoglie dei personaggi illustri. Ma quello che rende il libro davvero memorabile è il capitolo sulle ceneri di Pirandello. Si tratta di pura commedia all’italiana, e mi sembra incredibile che non ne sia stato tratto un film. Sto ancora ridendo.

Postato il 16/08/2026


Altre menti

di Peter Godfrey-Smith

Altre menti Adelphi,2016,304 pagine
La premessa questo saggio sull’intelligenza dei polpi è esaltante: l’antenato comune tra uomini e polpi è lontanissimo, quindi i due sistemi nervosi si sono evoluti in modi molto differenti, e pertanto il loro cervello funziona in modo diverso. Come suggerisce il titolo, avere a che fare con un polpo è la cosa più vicina a nostra disposizione per parlare con un alieno. Eccitante, vero?
Eh, il risultato purtroppo lo è di meno. Innanzitutto è deludente sul fatto di dare risposte su come è diversa l’intelligenza dei polpi. Dedica davvero poco spazio al tema e non mi è rimasto nulla di davvero concludente. Si parla, invece, di evoluzione, di anatomia ed etologia di vari cefalopodi e ci sono anche un paio di capitoli più tendenti alla filosofia, in cui si discute di pensiero e di coscienza, con qualche labile rapporto con il tema primario. Sono capitoli piuttosto noiosi, anche se il fatto che io sia digiuno di filosofia potrebbe avere inciso.
Di per sè non è un cattivo libro, ma certamente mi aspettavo di più.

Postato il 12/08/2026


House of the Dragon - stagione 3

di George R.R. Martin, Ryan J. Condal (2022)

House of the Dragon Poster

Win or die.

La serie La dinastia dei Targaryen è all’apice assoluto del proprio potere, con oltre 15 draghi sotto il proprio controllo. La maggior parte degli imperi crolla quando raggiunge tali vette. Nel caso dei Targaryen, la loro lenta caduta ha inizio quando re Viserys rompe con un secolo di tradizione nominando sua figlia Rhaenyra erede al Trono di Spade. Ma quando in seguito Viserys genera un figlio, la corte rimane sconvolta dal fatto che Rhaenyra mantenga il suo status di erede, e i semi della divisione seminano attriti in tutto il regno. Imdb

Il commento Decisamente più debole delle due stagioni precedenti, House of the Dragon fa però la furbata di iniziare e di finire con le due puntate migliori, e mettendo in mezzo, come si usa in GoT, un sacco di sottotrame più o meno interessanti e strascicate. Meno interessanti e più strascicate, in questo caso. Però tutto sommato rimane la voglia di vedere come va avanti, quindi sicuramente tra due anni saremo di nuovo lì a canticchiare “fanfanfanfan, farafanfan…”

Postato il 12/08/2026


Not Suitable for Work - stagione 1

di Mindy Kaling (2026)

Not Suitable for Work Poster

La serie Segui le vicende di cinque ventenni ossessionati dal lavoro che cercano di raggiungere il successo professionale e, se ne hanno il tempo, anche la felicità personale nel quartiere più glamour di Manhattan, Murray Hill. Imdb

Il commento Presentata come la “Friends” moderna, in realtà in comune ha solo l’idea di due appartamenti vicini con dei quasi-trentenni che vivono in appartamenti assurdamente belli per le loro possibilità. Tuttavia, è una commedia, ma non è una sit-com, tecnicamente e per spirito, diverte ma non fa ridere ed è moderna anche dal punto di vista dell’approccio alle minoranze e ad altri aspetti.Al di là delle supposte parentele, comunque, è una commedia carina, ben scritta, con personaggi ben pensati e anche se qualche twist appare davvero troppo forzato ha anche un bel finale che cambia un sacco di carte in tavola per la seconda stagione. Che sicuramente vedrò.

Postato il 11/08/2026