MONDADORI,2018,325 pagine
Il sottotitolo forse è un po’ generoso, perché della settantina di lettere che l’autore ha raccolto, e che spaziano dai faraoni egizi fino a Donald Trump, alcune effettivamente testimoniano momenti storici fondamentali (per dire, quella in cui si conferisce l’incarico a Darwin sul Beagle), ma molte altre sono lettere private che raccontano un lato meno noto di personaggi storici. Ci sono molte lettere d’amore, che parlano di sesso, testimonianze curiose come Mozart che parla di peti, bellissime e strazianti come la lettera d’addio di Leonard Cohen a Marianne Ihlen, curiose come la figlia di Stalin che richiede al babbo di abolire i compiti a casa. Ogni lettera ha un’introduzione che la contestualizza e, a volte in modo un po’ pedante, la spiega. A volte avrei preferito che Montefiore si mettesse più da parte e lasciasse parlare di più le lettere.
E a proposito dell’autore, qualche tirata d’orecchie: nell’introduzione si lamenta più volte dei tempi moderni in cui non si scrivono più lettere, poi confronta Sarah Bernhardt con “le cosiddette dive di oggi”. Infine dedica una serie corposa di lettere ai dittatori comunisti per dimostrare quanto fossero malvagi (e ci sta), ma quando si parla di Hitler, c’è una sola lettera in cui, sì, insomma, in fondo era un simpatico picchiatello. Altri dittatori fascisti, non pervenuti.
Rimane comunque una lettura molto piacevole e istruttiva, un tipo di documento storico poco battuto e che racconta molto.
La Vita Felice,2025,250 pagine
Sellerio Editore,445 pagine
Adelphi,2010,484 pagine
Feltrinelli,2003,250 pagine
il Mulino,2000,133 pagine
Iperborea,2016,314 pagine
Feltrinelli,1827,688 pagine
Tuttle Publishing,288 pagine