Un blog fuori tempo massimo

Samurai Ballerina -L'étoile de Paris en fleur- (パリに咲くエトワール)

di Goro Taniguchi (2026)

Samurai Ballerina -L'étoile de Paris en fleur- (パリに咲くエトワール) Poster

Il riassunto Parigi, all’inizio del XX secolo. Fujiko sogna di diventare pittrice nonostante le aspettative che la vedrebbero sposata, mentre Chizuru, nata in una famiglia di samurai, desidera ardentemente studiare danza classica. Ritrovatesi a Parigi dopo essersi conosciute da bambine, si sostengono a vicenda e perseguono i propri sogni. Imdb

Il commento Un anime abbastanza classico, che deriva alcune meccaniche dagli spokon applicandole a balletto e pittura, con la pittoresca ambientazione di Parigi del primo ‘900 e un target probabilmente shojo. Curiosa anche l’eco di Maison Ikkoku in alcuni personaggi, situazioni e addirittura in una gag (Mamezo/Ma Maison). La cosa migliore del film è il ruolo della protagonista (o meglio, colei che fornisce il punto di vista) che è ancullare in qualche modo antitematico, e la mancanza di un love interest, che sarebbe superfluo. Dovevo usare il condizionale, perché in effetti purtroppo entrambe le idee vengono vanificate in un finale posticcio. Se aggiungiamo che nel finale compare anche una pessima e mal integrata CGI, sarebbe quasi da suggerire di uscire dalla sala 5 minuti prima!

Postato il 24/06/2026


Backrooms

di Kane Parsons (2026)

Backrooms Poster

You are not supposed to be here.

Il riassunto Nel seminterrato di uno showroom di mobili compare una strana porta. Imdb

Il commento Uno degli horror di successo della prima metà del 2026, è in realtà più che altro un thriller con molte scene inquietanti. Da bravo film A24, a tratti si ferma per ricordarci che è “elevated”. La storia dei “glitch da videogiochi” nel mondo reale in effetti si sposa piuttosto bene con l’interpretazione psicoanalitica che viene data, ma la parte migliore del film sono le stanze assurde, perfettamente inquietanti nella loro quasi normalità, dove quel “quasi” è la chiave del disagio che emanano. Certo, è poco per costruirci un film, quindi è corretto che ci siano altri elementi, e va anche detto che la trama è costruita, sviluppata e conclusa per bene, con solo qualche lungaggine eccessiva all’inizio e un paio di personaggi superflui. Però, sinceramente, mi aspettavo di più.

Postato il 21/06/2026


Disclosure Day

di Steven Spielberg (2026)

Disclosure Day Poster

We deserve to know.

Il riassunto Un esperto di sicurezza informatica diventa un informatore dopo aver scoperto segreti sugli alieni, finendo così per essere braccato da una multinazionale. Nel frattempo, una meteorologa che sta vivendo strani fenomeni unisce le forze con lui per dimostrare che esiste vita al di là della nostra comprensione. Imdb

Il commento Il nuovo film di alieni di Steven Spielberg è…beh, a tratti molto simile ai vecchi film di alieni di Steven Spielberg. Le creature sono pressoché le stesse di “Incontri ravvicinati” e, come in questo film ma anche in ET, hanno modi per comunicare e in qualche modo invadere la mente degli umani. Quello che è stato aggiornato è il rapporto col complottismo, che viene abbracciato con affetto in una sorte di “I want to believe” e in cui più o meno tutte le leggende sugli UFO risultano vere, e l’integrazione coi social media. C’è anche un discorso, potenzialmente molto interessante, sul rapporto tra fede ed extraterrestri, che però trovo che sia stato lasciato piuttosto monco dopo essere stato introdotto. Ciononostante, e il fatto di essere una trama a tratti esile e con alcuni passaggi narrativi piuttosto forzati, è un film girato benissimo, da uno Spielberg che con gli anni diventa sempre più bravo, con scene d’azione (superflue!) mozzafiato, con tante piccole invenzioni. Non lo ricorderemo come il suo capolavoro, ma sicuramente il regista americano sta invecchiando bene.

Postato il 15/06/2026


L'isola degli idealisti

di Giorgio Scerbanenco

L'isola degli idealisti La nave di Teseo,1942,218 pagine
Uno dei libri “perduti e ritrovati” di Scerbanenco, precedenti ai suoi più famosi noir, è un romanzo strano, di un genere indefinibile. Ambientato in un’idilliaca isoletta in un lago, abitata da una famiglia più che benestante, racconta di come la tranquillità sia rotta da una coppia di ladri in fuga, accolta dagli abitanti in modo decisamente particolare: cercare di rieducarli e farli diventare onesti. Scerbanenco non si ferma a questo esperimento sociologico sui generis, ma la trama ha diverse svolte piuttosto inaspettate. Il tema a cui gira intorno è sempre quello del bene e del male e di come siano innati o meno. Non dà una risposta chiara, tanto più che al finale in una certa direzione segue un epilogo piuttosto amaro che lo contraddice. A parte questi discorsi, comunque notevoli, Scerbanenco crea un cast di personaggi davvero entusiasmante, perfettamente caratterizzati e con un arco narrativo interessante e credibile. Nell’edizione che ho letto, in appendice c’è un soggetto per un romanzo mai scritto (peccato!), un racconto natalizio con diavoli e angeli (!) e alcune superflue note di Elisabetta Sgarbi sul film tratto dal romanzo che lei ha diretto. Eh già.

Postato il 19/05/2026


A Few Good Men

di Rob Reiner (1992)

A Few Good Men Poster

In the heart of the nation’s capital, in a courthouse of the U.S. government, one man will stop at nothing to keep his honor, and one will stop at nothing to find the truth.

Il riassunto Quando il presuntuoso avvocato militare tenente Daniel Kaffee e il suo co-avvocato, tenente comandante JoAnne Galloway, vengono assegnati a un caso di omicidio, scoprono un rituale di nonnismo che potrebbe coinvolgere ufficiali di alto rango come il losco colonnello Nathan Jessep. Imdb

Il commento Curioso che mi fosse sfuggito questo legal thriller scritto da un giovane Aaron Sorkin e diretto da Rob Reiner, una coppia piuttosto curiosa. Si tratta di un thriller piuttosto teso, scritto benissimo e ben girato, anche se in qualche modo si sente la mancanza della leggerezza tipica di Reiner. Sorkin, come sempre, va pazzo per la gente che si ammazza di lavoro per ottenere risultati importanti, ma sappiamo che è una sua piccola fissazione e gliela perdoniamo. Mi disturba un po’ di più, personalmente, la rappresentazione dell’esercito degli Stati Uniti come un luogo d’onore con gli anticorpi per espellere le mele marce, e il sottile piacere nel mostrare divise, rituali, gerarchie, che mi paiono sempre cose vuote. Tom Cruise fa il giovane monello di talento come faceva sempre da giovane, e Jack Nicholson fa il demonio, come ha sempre fatto. La migliore tra i protagonisti è senza dubbio Demi Moore.

Postato il 13/05/2026


Locke

di Steven Knight (2014)

Locke Poster

No turning back.

Il riassunto Ivan Locke ha lavorato duramente per costruirsi una buona vita. Questa sera, quella vita crollerà intorno a lui. Alla vigilia della sfida più importante della sua carriera, Ivan riceve una telefonata che mette in moto una serie di eventi che sconvolgeranno la sua famiglia, il suo lavoro e la sua anima. Imdb

Il commento C’è un filone di film ambientati in una singola, ristretta location, una limitazione che mette alla prova soprattutto il regista e gli attori (il migliore probabilmente è “The Guilty” nella sua versione danese). Di solito si tratta di thriller ad alta tensione, quindi quando ho capito che Locke parla di un signore che, telefonando mentre guida, deve gestireuna colata di cemento e un casino che ha combinato in famiglia, sono rimasto un po’ perplesso. Eppure, la tensione del film funziona: si trepida per vedere se il tizio rimasto in cantiere riuscirà a trovare il polacco che rimedi a un problema, o come reagirà la moglie a una certa notizia. Qualche sbavatura c’è, ad esempio i monologhi del tizio contro il padre tra una telefonata e l’altra, e non sempre tutto è proprio plausibile, ma si tratta di un film breve (84’), asciutto e perfettamente funzionale rispetto alle sue premesse. Tutto sommato non è poco.

Postato il 22/04/2026


Pontypool

di Bruce McDonald (2009)

Pontypool Poster

Shut up or die.

Il riassunto Quando il DJ Grant Mazzy si presenta alla sua stazione radio nel seminterrato della cittadina canadese di Pontypool, pensa che sia solo un altro giorno di lavoro. Ma quando sente parlare di un virus che trasforma le persone in zombie, Mazzy si barrica nella cabina della radio e cerca di trovare un modo per avvertire i suoi ascoltatori del virus e della sua improbabile modalità di trasmissione. Imdb

Il commento Se la missione era di fare un film di zombie originale, questa è riuscita, Se era di farlo bene, solo in parte. Innanzitutto, è un film di “infetti”, più che di zombie, e la prima metà utilizza già uno stratatemma originale per una messa in scena economica: raccontare l’inizio dell’infezione dal punto di vista di una radio che raccoglie le testimonianze degli ascoltatori, con momenti horror soprattutto raccontati ma anche qualche piccola incursione visiva. Fin qui funziona più che bene. Nella seconda metà, però, viene fuori che il vettore di infezione è qualcosa di molto inusitato e non alieno all’impianto del film. Solo che, e secondo me questo è il problema maggiore del film, ci si lascia prendere un po’ la mano con analogie e metaforoni, e il film, per quanto coerente, mi è sembrato insieme saccente, confuso e un poco presuntuoso.

Postato il 20/04/2026


Sirāt

di Oliver Laxe (2025)

Sirāt Poster

This is the desert.

Il riassunto Un uomo e suo figlio arrivano a un rave sperduto tra le montagne del Marocco. Stanno cercando Marina, la loro figlia e sorella, scomparsa mesi prima in un altro rave. Spinti dal destino, decidono di seguire un gruppo di raver alla ricerca di un’ultima festa, nella speranza che Marina sia lì. Imdb

Il commento Un film davvero difficile da raccontare senza spoiler, perché prende direzioni davvero inaspettate dopo un prologo che è davvero troppo lungo e si prende quasi metà film. Il viaggio nel deserto alla ricerca di un rave party ha il sapore della ricerca avventurosa di un paese leggendario, ma quello che rende molto affascinante il tutto è il contesto che emerge solo a tratti e la strana compagnia del gruppo che vaga. Impossibile poi non notare i paesaggi del deserto marocchino, bellissimi e spietati come la natura può essere.

Postato il 18/04/2026


We Bury the Dead

di Zak Hilditch (2026)

We Bury the Dead Poster

Volunteers needed.

Il riassunto Dopo un catastrofico disastro da parte dei militari, i morti non si limitano a risorgere: vanno a caccia. L’esercito sostiene che siano innocui e lenti, offrendo così una speranza alle famiglie in lutto. Ma quando Ava entra in una zona di quarantena alla ricerca del marito scomparso, scopre l’orrenda verità: i non morti diventano sempre più violenti, implacabili e pericolosi con il passare delle ore. Imdb

Il commento Una volta esaurita la moda dei film di zombi di una decina di anni fa, quando si torna sull’argomento ormai si battono solo strade nuove. In questo caso, in questo film molto australiano per paesaggi e attitudine, c’è stato un incidente con un’arma sperimentale, tutti sono morti all’improvviso ma solo qualcuno si rialza. Non c’è contagio, non c’è cannibalismo, c’è invece molta calma nel costruire una storia che, sotto sotto, parla di chiudere le cose in sospeso, ma con l’occasionale colpo d’accetta al redivivo di turno. Non un film indispensabile, ma, accipicchia, iniziano a mancarmi i film di zombi!

Postato il 25/03/2026


Hoppers

di Daniel Chong (2026)

Hoppers Poster

Act natural.

Il riassunto Gli scienziati hanno scoperto come “trasferire” la coscienza umana in animali robotici realistici, consentendo alle persone di comunicare con gli animali in qualità di animali. Mabel, grande amante degli animali, coglie al volo l’occasione di utilizzare questa tecnologia, svelando misteri del mondo animale che vanno ben oltre ogni sua immaginazione. Imdb

Il commento Finalmente un film Pixar che non è un sequel e riesce a inventare un mondo nuovo e divertente, giocando più sulle gag e l’inventiva che sull’innovazione tecnica o sulla ripetizione di certe formule. Certo, a un certo punto ci provano a farci piangere, ma con meno convinzione del solito. Forse hanno capito che il periodo del Piangerone Pixar™ è passato. A parte questo, ho trovato il film anche abbastanza sorprendente, soprattutto nel primo atto, e le direzioni prese mi son sembrate piuttosto originali. Non credo che sarà il film che darà vita a un altro franchise e ci risparmierà un’altra dozzina di Toy Story o Cars, ma va bene così: un film così fresco e divertente ci voleva proprio.

Postato il 24/03/2026