Un blog fuori tempo massimo

Dazed and Confused

di Richard Linklater (1993)

Dazed and Confused Poster

It was the last day of school in 1976. A time they’d never forget. (If only they could remember)

Il riassunto Le avventure di un gruppo di adolescenti texani durante il loro ultimo giorno di scuola nel 1976, incentrate sullo studente Randall Floyd, che si muove con disinvoltura tra fumatori di erba, atleti e secchioni. Floyd è un atleta di punta, ma gli piace anche fumare erba, il che lo mette in difficoltà quando il suo allenatore di football gli chiede di firmare un impegno a non fare uso di droghe. Imdb

Il commento Chiaramente debitore di “American Graffiti” nel raccontare una notte di ragazzi in una cittadina americana, questo film è comunque spostato di qualche anno in là (anni ‘70), ha più uno spirito nostalgico per quel periodo, è una commedia ed è ispirato anche al filone dei film da college tipo Animal House. Un pasticcio di scopiazzature, quindi? No, perché il film di Linklater riesce comunque a trovare una sua identità introducendo alcuni personaggi ben caratterizzati (non tutti, altri sono semplici macchiette) e, pur avendo un inizio che sembra un’apologia del bullismo e del nonnismo, riesce anche a giocare con i classici gruppi da high school (jocks, geeks, stoner…) mescolando le carte e risultando quindi un film fresco e piacevole. Linklater anche da giovane girava molto bene, ci sono diversi attori che poi diventeranno delle star e c’è una colonna sonora rock che non ha risparmiato sulle royalties. Infine, come non citare il fatto che è evidentemente la fonte primaria per la mia sit-com preferita, “That’ ’70s show”.

Postato il 04/08/2026


Cucinare un orso

di Mikael Niemi

Cucinare un orso Iperborea,2017,507 pagine
Potrebbe sembrare un giallo, e in parte lo è, ricordando le atmosfere de “Il nome della Rosa” (che, a sua volta, è debitore di Sherlock Holmes), ma in realtà la costruzione narrativa, per quanto ben fatta, è un sovrastrato, quasi un McGuffin, per quello che all’autore interessa sul serio: raccontare la vita nel nord della Svezia nel XIX secolo. Si tratta di una zona in cui si mescolano tre etnie e lingue: i sami (lapponi), i finlandesi e gli svedesi. Questi ultimi sono percepiti come un potere lontano e indifferente, in una quotidianità fatta di sei mesi di ghiaccio e buio e sei di fango e zanzare, in una natura crudele in cui la miseria indurisce gli animi. È molto interessante la figura di uno dei protagonisti, a metà tra un pastore (tra i fondatori di una corrente cristiana mistica) e uno scienziato: è lui, che, con metodo scientifico e usando anche tecniche moderne, cercherà di dipanare il mistero e, armato delle due armi della fede e della scienza, cercare di portare sollievo a quei popoli disgraziati.
A me ha interessato soprattutto la parte etnografica e storica, ma volendo si può leggere questo libro anche nell’altro verso: un piacevole “whodunit” in un luogo e un tempo particolari. In entrambi i casi, se ne uscirà soddisfatti.

Postato il 29/07/2026


The Secret Life of Walter Mitty

di Ben Stiller (2013)

The Secret Life of Walter Mitty Poster

Stop dreaming. Start living.

Il riassunto Un timido responsabile fotografico di una rivista, che vive la propria vita indirettamente attraverso i sogni ad occhi aperti, si ritrova coinvolto in un’avventura vera quando un negativo scompare. Imdb

Il commento Decisamente questo film non si fa problemi a essere esagerato nella sua zuccherosità, ma è facile essere conquistati dalla storia del timido impiegato sognatore che trova il coraggio, nelle necessità, di scoprire dentro di sè coraggio e voglia di affrontare il mondo. Questa evoluzione non è sempre un granché plausibile, tanto più che la scansione dei tempi nel film in tre atti è pressoché a orologeria (introduzione finita a un terzo, momento di crisi a due terzi) e sembra che ci si sia lavorato intorno. Parallelamente la caratteristica che introduce il film, i sogni a occhi aperti di Walter, scompare molto bruscamente e diventa sostanzialmente un film di avventure. Però tutto sommato questa cosa funziona piuttosto bene, semplicemente ci si identifica e ci si immerge nella storia, commuovendosi. Nota di merito per Adam Scott, capetto stronzissimo con un’orrrenda barba.

Postato il 27/07/2026


Sei una bestia, Viskovitz

di Alessandro Boffa

Sei una bestia, Viskovitz Garzanti,1998,141 pagine
Librino delizioso di racconti animaleschi di poche pagine in cui il protagonista si chiama sempre Viskovitz, e in ogni racconto è una bestiola differente: ghiro, formica, lumaca, leone, cane eccetera. A tratti i racconti si contaminano con altri generi (ad esempio il Viskovitz-cane è un hard boiled), ma hanno sempre un lieve umorismo e una leggerezza che li rendono piacevolissimi da leggere, tantopiù che l’autore ha una formazione da biologo, e le caratteristiche etologiche degli animali sono bel illustrate e sfruttate. L’unità tra i racconti, oltre che per lo stile, è data anche dal cast di personaggi che circondano Viskovitz, che hanno sempre gli stessi nomi: Petrovic, Zuvotic, Lopez (quest’ultimo nome mi fa inevitabilmente ridacchiare) e le femmine (quando ha senso parlare di femmine, a seconda degli animali) Ljuba e Jana. Piace pensare che si tratti di un libro sulla reincarnazione, ma in realtà nulla nel libro suggerisce questo. A volte rimane la sensazione che il raccontino poteva essere espanso e diventare se non un romanzo qualcosa di più: l’epica e tragica storia della formica che assurge a imperatore di più formicai lascia l’amaro in bocca per le poche righe dedicate all’ascesa del protagonista.
I miei racconti preferiti sono i citati racconti sulla formica imperatore e l’hard boiled sui cani, ma anche la dura vita sessuale delle lumache ermafrodite e il paranoico passero che ha a che fare coi cucili sono davvero notevoli. Ma credo tutti i racconti hanno un momento in cui brillano per un’invenzione, una gag, un momento inaspettato. Un libro notevole.

Postato il 22/07/2026


The Life and Opinions of Tristram Shandy, Gentleman

di Laurence Sterne

The Life and Opinions of Tristram Shandy, Gentleman Penguin Classics,1767,735 pagine
Ho avuto un rapporto complicato col Tristram Shandy. Si tratta di un romanzo faticoso da leggere, per la sua struttura (o, meglio, la sua programmatica assenza), per la mancanza di una trama precisa che guidi il lettore, per l’erudizione che Sterne dissemina nel libro, travestendola in ogni modo, per le continue divagazioni; è ostile addirittura dal lato tipografico, con l’uso smodato di trattini di varie lunghezze che supportano uno stile strabordante di incisi. Confesso che, leggendolo, a tratti l’ho detestato.
Eppure, arrivato in fondo, guardandomi indietro tutte queste cose mi sembrano indice di una forte personalità letteraria e quindi assolutamente memorabili. A queste aggiungiamo pure il delizioso personaggio di zio Toby e del suo valletto Trim, l’ironia tutta britannica che si concede anche qualche licenziosità, la quantità di invenzioni, di sperimentazioni e di sovvertimenti delle consuetudini letterarie che meravigliano continuamente.

Non è un libro facile, e sinceramente non posso dire di averlo amato, ma sono contento di averlo letto.

Postato il 14/07/2026


Life is Strange Remastered (2022)

di DONTNOD Entertainment, Deck Nine (Switch 2)

Life is Strange Remastered (2022) Poster

Cos’è Un’avventura con viaggi nel tempo ambientata in un college nel nordovest americano, in cui le scelte che si fanno hanno impatto sulla trama.

Com’è Life is Strange ci mette un pochino a partire. All’inizio lascia leggermente perplessi per le meccaniche minimali, ma soprattutto per il fatto che sembra un banale high-school drama, in cui il problema è entrare in dormitorio di fronte a cui c’è la bulletta che non ti fa passare, ma col proseguire dei capitoli la trama si fa sempre più oscura e le scelte che vengono poste sempre più difficili. E poi è scritto davvero molto bene, con splendidi personaggi e anche un colpo di scena che mi ha preso proprio di sorpresa. Tecnicamente, mostra i suoi anni, e la versione remastered ha qualche bug di troppo, di cui uno mi ha fatto temere che non sarei potuto andare avanti, ma non ci si faccia scoraggiare. Un gran gioco.

Postato il 12/07/2026


Viva Carmen! (Prends garde à toi !)

di Sébastien Laudenbach (2026)

Love Is a Gypsy Child: A Carmen Story (Prends garde à toi !) Poster

Il riassunto Andalusia, Spagna, 1840. Dopo tre anni di vagabondaggio, Salva, che lavora come aiutante di un arrotino cieco, torna a Siviglia, la sua città natale, dove incontra Carmen, una zingara dalla voce affascinante. Imdb

Il commento Rivisitazione della storia della celebre opera lirica, con maggiore enfasi ai personaggi di contorno e con alcune arie riarrangiate come parte della colonna sonora. L’atmosfera è quella, Siviglia e gli zingari, ma si aggiunge un messaggio di emancipazione femminile forse non completamente a fuoco, ma comunque apprezzabile. Però esteticamente è una gioia, le tecniche di uso emotivo dei colori già viste in “Chicken for Linda” sono perfezionate e più efficaci. Un film tutto sommato riuscito, anche se meno esaltante di quanto sperassi.

Postato il 26/06/2026


We Are Aliens (我々は宇宙人)

di Kohei Kadowaki (2026)

We Are Aliens (我々は宇宙人) Poster

Il riassunto Un’estate, durante la terza elementare, un ragazzino tranquillo di nome Tsubasa incontra Gyotaro, un ragazzo che tutti in classe ammiravano, e i due diventano amici intimi. Nel loro piccolo mondo condividono momenti irripetibili, finché un piccolo incidente non li separa improvvisamente. Imdb

Il commento Non è comune trovare un film giapponee di animazione che non sia in stile anime, ma nemmeno un film totalmente sperimentale. We are aliens è di questo genere, e in uno stile quasi realistico racconta la storia di due bambini, poi ragazzi, della loro amicizia e separazione. Quello che il film fa meglio è la rappresentazione dell’amicizia a otto anni (“se non cammini strano passando in questo tunnel, muori”) e un momento in cui la storia torna indietro e viene raccontata da un altro punto di vista. Però i drammi sono esacerbati, le conseguenze degli accadimenti esagerate e la trama complessiva sta davvero poco in piedi. È anche troppo lungo (sfiora le due ore), con un finale strascicato che non finisce mai. C’è del buono, ma anche molti difetti.

Postato il 26/06/2026


Samurai Ballerina -L'étoile de Paris en fleur- (パリに咲くエトワール)

di Goro Taniguchi (2026)

Samurai Ballerina -L'étoile de Paris en fleur- (パリに咲くエトワール) Poster

Il riassunto Parigi, all’inizio del XX secolo. Fujiko sogna di diventare pittrice nonostante le aspettative che la vedrebbero sposata, mentre Chizuru, nata in una famiglia di samurai, desidera ardentemente studiare danza classica. Ritrovatesi a Parigi dopo essersi conosciute da bambine, si sostengono a vicenda e perseguono i propri sogni. Imdb

Il commento Un anime abbastanza classico, che deriva alcune meccaniche dagli spokon applicandole a balletto e pittura, con la pittoresca ambientazione di Parigi del primo ‘900 e un target probabilmente shojo. Curiosa anche l’eco di Maison Ikkoku in alcuni personaggi, situazioni e addirittura in una gag (Mamezo/Ma Maison). La cosa migliore del film è il ruolo della protagonista (o meglio, colei che fornisce il punto di vista) che è ancullare in qualche modo antitematico, e la mancanza di un love interest, che sarebbe superfluo. Dovevo usare il condizionale, perché in effetti purtroppo entrambe le idee vengono vanificate in un finale posticcio. Se aggiungiamo che nel finale compare anche una pessima e mal integrata CGI, sarebbe quasi da suggerire di uscire dalla sala 5 minuti prima!

Postato il 24/06/2026


Tangles

di Leah Nelson (2026)

Tangles Poster

Il riassunto Quando il morbo di Alzheimer comincia a privare sua madre della sua vivace personalità, una giovane donna dal carattere forte è costretta a tornare dalla sua famiglia nella piccola città conservatrice da cui era fuggita di recente, per prendersi cura di lei. Ben presto si rende conto che, per diventare la figlia di cui hanno bisogno, deve accettare la realtà crudele e distorta della malattia, così come la bellezza imperfetta della sua famiglia. Imdb

Il commento Inevitabile in confronto con “In waves”, visto due giorni prima e collega nel mondo “malattia movie”. “Tangles” però parla di alzheimer, lo fa senza sconti e con la consueta trattazione. Tuttavia vi innesta sopra una storia di maturazione di dircerca della propria identità e del proprio ruolo nel mondo, nonché riflessioni sulla ricostruzione dei legami famigliari. La cosa notevole è che, anche si tratta di una storia specifica, riesce a infondere uno spirito univoersale alla storia e raccontare di situazioni in cui, in un modo o nell’altro, ci siamo trovati quasi tutti. L’empatia è molto alta, e una scena specifica nel finale è originale e proprio straziante. “Tangles” è tratto da un fumetto indie del genere autobiografico, e lo stile riflette quello del fumetto, con un bel bianco e nero caldo e pulito. Un film notevole.

Postato il 24/06/2026