Un blog fuori tempo massimo

Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)

di Ettore Scola (1970)

Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) (1970) Poster

The story of a woman who was completely faithful… to two men

Il riassunto Construction worker Oreste and young fiancee Adelaide meet Nello, a cook in a pizzeria. This love triangle often goes to communist rallies, and enjoys the filthy beaches of Ostia. Will the hostile environment pave a way to jealousy? Imdb

Il commento È probabile che Scola e gli altri autori avessero in mente un’allegoria politica per questo triangolo amoroso, forse relativa alle correnti della sinistra; oltre cinquant’anni dopo, tutto questo si è perso. Poco male, perché quello che rimane una tenerissima storia d’amore proletaria in una Roma sporca e ostile come non mai, girata con un occhio attento, scritta benissimo giocando con la sovrapposizione di piani narrativi. Si alternano momenti romantici a quelli drammatici a quelli comici, a volte insieme, come è tipico delle commedie italiane, e l’umorismo passa dalle allusioni sottili alle scene accelerate in stile commedia slapstick. Gli attori sono incredibili, si ride, si piange…che si vuole di più?

Postato il 11/02/2026


Sinners

di Ryan Coogler (2025)

Sinners (2025) Poster

Dance with the devil.

Il riassunto Trying to leave their troubled lives behind, twin brothers return to their hometown to start again, only to discover that an even greater evil is waiting to welcome them back. Imdb

Il commento Ho apprezzato davvero molto questo horror mezzo musicale sul blues. A tratti ricorda “Dal tramonto all’alba”, anche per la forte cesura tra le due parti (quella realistica del giorno e quella fantastica/horror della notte), ma ha una personalità molto forte, una splendida rappresentazione del sud degli USA cent’anni fa, una struttura curiosa con molti finali, l’ultimo dei quali è dannatamente commovente, e una scena di estasi musicale che è qualcosa di davvero memorabile. Gran film.

Postato il 09/02/2026


Non è che un addio

di Mario Ferrando

Non è che un addio La Vita Felice,2025,250 pagine
La genesi di questo libro è interessante: l’autore ha visitato i cimiteri del Ponente Ligure alla ricerca di lapidi con epitaffi che in qualche modo attirassero la sua attenzione. Si è documentato sulle storie relative a queste persone, a volte piccole celebrità di provincia, a volte gente più comune, e poi ha fatto un salto di fantasia, immaginando piccole storie di contorno, vignette relative alla vita e la morte di questi personaggi. Sì, viene in mente Spoon River o magari De André, ma trovo che qua ci sia un lavoro di documentazione e di selezione che nelle versioni poetiche non c’è (o, perlomeno, non traspare). Quello che infatti rende pregevole l’operazione è come riesca a trasmettere l’atmosfera di un pezzetto di Italia in un periodo preciso, dall’Unità di Italia al primo dopoguerra, con una piccola appendice di cui parlo dopo. Ci sono i grandi eventi (il Risorgimento, le due guerre mondiali), le grandi ideologie (il contrasto tra religione e razionalismo compare spesso, è evidentente un pallino di Ferrando) ma anche storie particolari, come il violinista virtuoso cieco “Seidita” o anche piccole storie quotidiane di piccola gente, più rare perché è più difficile che potessero dedicare una lapide con epitaffio.
Le storie sono brevi, di solito poche pagine, e quasi sempre si usa lo stratagemma dell’epistola o del diario, anche se in un caso ci si spinge anche a una piccola pièce teatrale. Forse il difetto maggiore del libro sta in questo: le storie sono appena accennate, e troppo spesso didascaliche, nel senso che si limitano a mettere in prosa una serie di informazioni. La fantasia sembra troppo trattenuta, forse per pudore nei confronti sia dei defunti che dei lettori, ma mi sarebbe piaciuto qualche guizzo più inaspettato.
Chiudo, come il libro, con l’ultima storia. Al contrario delle altre, qui l’epitaffio è inventato e la storia è completamente vera e parla di un piccolo grande avvenimento in un paesino di poche decine di anime in cui viveva il bisnonno dell’autore e la festa che ne segue. E vi assicuro, è davvero difficile non commuoversi a leggerlo. Anche se c’è un piccolo controfinale nascosto nelle appendici, questo è un finale meraviglioso.

Postato il 01/02/2026


I terroristi del rock

di Daniele Guglielmi Veronesi

I terroristi del rock Sette Città,2024,610 pagine
Partiamo dal titolo: il senso che vuol dare autore alla parola “terrorista” è quello etimologico, ovvero “che incute terrore”, ma declinandola in senso ampio con “musica che scuote, che rompe con il passato, che “spettina”, che non lascia indifferenti”. Vi siete persi? Eh, diciamocelo: che idea del cazzo!
Ed è un peccato, perché complessivamente è un ottimo libro, ben documentato, completo, appassionato, scritto con un piglio più giornalistico che letterario, che si confà al tema. E non è una delle solite fottute storie in ordine cronologico!La prima parte (i cinque capitoli H, E, A, V, Y) è migliore della seconda (lascio come esercizio indovinare i titoli di essa), e tratta argomenti in generale trasversali al metal: ad esempio i concetti di appartenenza al mondo metal, la misoginia, la politica, il satanismo. Ogni capitolo parla dell’argomento, citando interviste e dichiarazioni e traendo esempi dalle opere. In particolare, poi, ogni tanto prende un album particolarmente significativo e lo analizza in dettaglio, canzone per canzone.
Nella seconda gli argomenti generali iniziano un po’ a mancare, e si concentra sui dischi, divisi in macroargomenti: dischi “tangenti” al metal, dischi di gente morta (!), dischi dal vivo etc. e, a come accennavo, questa parte è meno brillante e a tratti un po’ noiosetta. Guglielmi ha i suoi gusti, molto ampi e generalmente condivisibili, va detto, ma a volte leggere cinque pagine su un disco di cui non sai niente e che non ti ispira per nulla è un po’ scocciante. Ciò che però non scema mai è la passione dell’autore, a tratti visibilmente estasiato, commosso o esaltato da ciò che parla. Ovviamente questo non è un libro per tutti. Un lettore musicalmente ignorante del genere e molto curioso imparerà moltissimo, non si dà nulla per scontato, ma non credo che il libro sia stato pensato per lui. Invece, chi è metallaro dentro o fuori in qualsiasi modo, si divertirà come non mai con questa lettura.

Postato il 25/01/2026


La Grazia (2025)

di Paolo Sorrentino

La Grazia (2025) Poster

A president. A pardon. A legacy.

Il riassunto President Mariano De Santis’ term is coming to an end. Disparagingly nicknamed ‘Cemento armato’ (reinforced concrete) for his intractable nature and overly careful approach to politics, he has grown lonely in the echoing halls of the presidential palace, mourning the loss of his wife and listening to hip-hop. Before returning to civilian life, De Santis must make a series of bold decisions – a pair of presidential pardons and a groundbreaking policy bill – that will cement his legacy. Imdb

Il commento Forse mi aspettavo di più da “La Grazia” di Sorrentino, un film che affronta argomenti giganteschi ma non riesce a dipanarli, forse per la loro natura. Ci sono alcune deliziose “sorrentinate” surreali, a tratti il film risulta più che commovente, diversi personaggi di contorno sono riuscitissimi e mi è piaciuto come si affronti il dolore personale rispetto alle grandi ideologie, ma il film nella parte centrale gira davvero molto a vuoto, e a me è rimasta la sensazione di “e allora?”

Postato il 21/01/2026


Rogue One: A Star Wars Story

di Gareth Edwards (2016)

Rogue One: A Star Wars Story (2016) Poster

Empires are built on fear. Rebellions are built on hope.

Il riassunto A rogue band of resistance fighters unite for a mission to steal the Death Star plans and bring a new hope to the galaxy. Imdb

Il commento Rivisto dopo essermi sciroppato Andor, chiarisce alcune scelte di trama di Andor che mi parevano bizzarre (tipo la presenza del pirata o del droide buffo). E in effetti è in stretta continuità con Andor, e ne risulta una versione meno cupa, con qualche alleggerimento in più, più azione, più soldi, più Forza. Nonostante questo, rimane comunque un film lontano dai pupazzetti fan service che quasi tutti i film di Star Wars sono, e le tragiche vicende di Andor & c. sono emotivamente molto coinvolgenti.

Postato il 14/01/2026


Settembre nero

di Sandro Veronesi

Settembre nero Settembre nero è una coming of age molto brusca di un ragazzino di dodici anni, che nell’arco di poco tempo, nell’estate in Versilia del 1972, scopre l’amore e il male. Veronesi se la prende davvero con molta calma, costruendo lentamente l’idillio del protagonista, concedendosi diverse digressioni e entrando in dettagli a volte esagerati, tanto che a un certo punto l’io narrante ammette che per molti particolari ha fatto delle ricerche perché non era sensato ricordarsi qual è il distacco di un ciclista su un altro in una gara. Forse, se non era sensato ricordarlo, non ha senso neanche comunicarlo al lettore, però. E forse è parimenti eccessivo e frettoloso l’accavallarsi degli eventi negativi quando iniziano a succedere: in pratica, accade tutto nelle ultime 40 pagine sulle trecento del libro. L’autore scrive bene, e le prime pagine mi avevano molto preso, anche perché mi ero riconosciuto in alcuni tic del protagonista (come penso avranno fatto in tanti), ma prima l’eccesso di languore e poi l’eccesso di fretta alla fine mi hanno lasciato l’amaro in bocca. Non è un brutto libro, ma è stato il mio primo Veronesi e probabilmente l’ultimo.

Postato il 03/01/2026


Brittany Runs a Marathon

di Paul Downs Colaizzo (2019)

Brittany Runs a Marathon (2019) Poster

You can’t rush progress.

Il riassunto Hilarious and outgoing, Brittany Forgler, is everybody’s best friend ― except her own. Her partying, underemployment and toxic relationships are catching up with her. She receives a startling wake-up call when a visit to the doctor reveals how unhealthy she is. Motivated to lose weight, but too broke for a gym and too proud to ask for help, Brit is at a loss, until her neighbor pushes her to run one sweaty block. Soon, she sets an almost unthinkable goal: the New York City Marathon. Imdb

Il commento Sicuramente vedere questo film da runner dà qualcosa in più, perché si riconosceranno tic, sofferenze, impegni e luoghi comuni che i runner affrontano, ma per il resto è un commedia abbastanza col pilota automatico. Non è particolarmente divertente, ma riesce a commuovere in diversi momenti, e la protagonista è ben caratterizzata. Al contrario, però, c’è una costellazione di personaggi secondari tutti sfuocati, che spesso non si capisce cosa ci stanno a fare nella sceneggiatura. Diciamo che è un film per amatori.

Postato il 02/01/2026


La mia vita a Taipei

di Shih-Ching Tsou (左撇子女孩,2025)

La mia vita a Taipei (左撇子女孩,2025) Poster Il riassunto A mother and her two daughters move to Taipei to open a noodle stand at a vibrant night market, but family secrets and tradition test their fresh start. Imdb

Il commento Il titolo inglese è molto più intrigante (“The left handed girl”), ma in effetti lo spunto della bambina mancina che viene corretta è abbastanza marginale in un film che è uno spaccato di vita a Taiwan, in una famiglia in cui sono tutti insopportabili (tranne la bambina) e che si barcamena per sbarcare il lunario. È in sostanza un film neorealista orientale, con una trama tutto sommato esile, un piccolo colpo di scena non necessario, e che mostra un mondo con cui da queste parti siamo raramente a contatto.

Postato il 31/12/2025


Gli anni più belli

di Gabriele Muccino (2020)

Gli anni più belli (2020) Poster

Il riassunto Italy from the ’80s to the present day, through the dreams, loves, successes and failures of four friends. Imdb

Il commento Dal riassunto del film mi son detto “Ma dai, è qualcosa di simile a C’eravamo tanto amati, guardiamolo!”, senza sapere che è praticamente un remake del film di Ettore Scola. E di per sè il film di Muccino non è male, ma se ti confronti con un gigante, è inevitabile finirne schiacciati. E quindi anche se gli attori sono bravi, non c’è confronto con la generazione precedente (forse con l’eccezione di Micaela Ramazzotti rispetto a Stefania Sandrelli) e il film non è struggente e incisivo come quello di Scola, anche perché parla di un quarantennio italiano non così sedimentato come il periodo narrato in precedenza. Se aggiungiamo un lieto fine assolutamente posticcio, rimane l’impressione di un progetto non mal realizzato, ma mal pensato.

Postato il 30/12/2025