Un blog fuori tempo massimo

Turno di notte

di Victoria Hancox

Turno di notte Raven,2023,208 pagine
E ora, qualcosa di completamente diverso. Ho voluto sperimentare un librogioco moderno per capire se e come questo genere si sia evoluto dai tempi di Lupo Solitario (bon è che io sia mai stato un enorme fan, ne avrò letti/risolti una decina, ma non sono completamente digiuno).
Ho scelto un libro horror considerato difficile e senza la parte casuale. La maggior parte dei librigame infatti prevede una componente aleatoria nei combattimenti o in prove di abilità, di solito usando dadi o un loro surrogato. L’autrice dichiara, con gran sincerità, che sa che tutti i giocatori, in primis lei stessa, in questi casi barano, e quindi a che pro? Invece, la difficoltà nel suo libro sta nel fatto che non è risolubile andando a tentativi.
Facciamo un passo indietro: la meccanica primaria dei librigame è la suddivisione in paragrafi numerati. Al termine di ognuno di questi al giocatore sono proposte delle scelte, a volte influenzate da quello il personaggio sa o possiede, che conducono ad altri paragrafi. Per capirci: “Se vuoi andare a destra, leggi 123, se vuoi andare a sinistra, leggi 265, se hai il pomolo di rame, leggi 64”. In questo modo, provando tutte le scelte e tenendo il segno del paragrafo da cui si è partiti prima o poi si imbocca la strada giusta e vittoria! In questo libro la meccanica è scombinata dal fatto che alcuni salti di paragrafo sono vincolati da indovinelli o in base a informazioni o oggetti raccolti. Ad esempio “Se hai la chiave di ottone, vai al paragrafo corrispondente al numero inciso sopra di essa”. Ed ecco che non è più possibile tentare tutte le strade a casaccio. Qualcuno dice che questo lo rende un misto tra un librogioco e una escape room.
Ma non è l’unica grossa difficoltà del libro: le diramazioni dei paragrafi sono strutturati a vicoli ciechi. Capita spesso di arrivare a un punto in cui qualuque cosa tu faccia anche a un livello di profondità di tre o quattro scelte, perdi. Questo è particolarmente frustrante perché in questi casi devi riniziare da capo. Ho imparato a un certo punto a usare un concetto di “savegame” segnandomi ogni tanto qualche paragrafo di snodo e tornando, quando sono bloccato, a quelli, ma a volte bisogna tornare PARECCHIO indietro per scoprire quell’informazione mancante. Insomma, se scendi al piano di sotto e non hai trovato la parola magica del corvo, non c’è modo di tornare al piano di sopra per scoprirla. Per fortuna, c’è una sezione di “hint” che contiene un sacco di risposte e a cui il giocatore disperato può aggrapparsi.
A parte le osservazioni strettamente da game design, il libro è un horror ambientato in un ospedale, uno dei grandi classici della letteratura/cinema horror. Ha grosse influenze dai videogame Silent Hill e Resident Evil e complessivamente l’ho trovato scritto e tradotto abbastanza bene: l’occasionale brividino lo dà e c’è il “gusto” di morire in un sacco di modi fantasiosi. A volte si ha la sensazione che l’autrice ci abbia badilato dentro davvero troppe suggestioni da sottogeneri diversi, e che gli indovinelli siano completamente sballati rispetto al contesto (ma perché un fantasma dovrebbe propormi una sequenza numerica?), però si è così impegnati a inveire che sul momento non ci si fa troppo caso.
Ovviamente questo è uno dei librigame moderni, quindi non è che possa fare un discorso generale, ma mi è rimasta la sensazione che ci siano state delle evoluzioni sia nelle meccaniche che nel tono. Ciononostante, per un po’ va bene così!

Postato il 09/02/2026


Pensare/Classificare

di Georges Perec

Pensare/Classificare Quodlibet,176 pagine
“Vita: istruzioni per l’uso” è uno dei miei libri preferiti (se non IL preferito), e mi son chiesto perché non ho mai letto altro di Perec, quindi, andando un po’ a caso, ho letto questa raccolta di articoli. Come suggerisce il titolo, si parla molto di classificazioni ed elenchi (che è uno degli elementi chiave del romanzo citato sopra), con riflessioni a margine, e spesso si sconfina in esperimenti in stile Oulipo, qualcuno esilarante (le ricette combinatorie) e qualcuno che mi è rimasto più oscuro (l’indice di un libro di storia).
Nel complesso, è un libro che chiarisce il modo di pensare e di lavorare di Perec e presenta molti punti di interesse, ma non è sicuramente il miglior punto di partenza per conoscere l’autore.

Postato il 15/10/2025


The Voice of Hind Rajab

di Kaouther Ben Hania (صوت هند رجب, 2025)

The Voice of Hind Rajab Poster

Il riassunto January 29, 2024. Red Crescent volunteers receive an emergency call. A 6-year old girl is trapped in a car under fire in Gaza, pleading for rescue. While trying to keep her on the line, they do everything they can to get an ambulance to her. Her name was Hind Rajab. Imdb

Il commento Un film davvero difficile da giudicare serenamente, visto l’impatto emotivo che ha (commozione e rabbia su tutto). Ma, al di là della potenza della storia e di quanto sia devastante, è anche un film girato benissimo che riesce anche a dire qualcosa (ben più di qualcosa) sulla relazione tra cinema e realtà. Un film necessario e importante.

Postato il 25/09/2025


Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time

di Hideaki Anno, Kazuya Tsurumaki, Mahiro Maeda, Katsuichi Nakayama (シン・エヴァンゲリオン劇場版:||, 2021)

Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time Poster

Bye-bye, all of EVANGELION.

Il riassunto In the aftermath of the Fourth Impact, stranded without their Evangelions, Shinji, Asuka and Rei find refuge in one of the rare pockets of humanity that still exist on the ruined planet Earth. There, each lives a life far different from their days as an Evangelion pilot. However, the danger to the world is far from over. A new impact is looming on the horizon—one that will prove to be the true end of Evangelion. Imdb

Il commento Un mostro da oltre due ore e mezza per concludere (sarà vero?) la trentennale saga di Evangelion, è un film esagerato. C’è tanta bella azione, i momenti intimisti, le seghe mentali dei personaggi, un sacco di roba incomprensibile per chi ha voglia di approfondire (e troverà coerenza, questo è incredibile), persino sperimentazioni di animazione, e, insomma, più o meno sempre lo stesso finale, narrato in tanti modi diversi. Credo che Anno non poteva salutare la sua creatura più famosa in modo migliore.

Postato il 03/09/2025


Ti ho dato gli occhi e hai guardato le tenebre

di Irene Solà

Ti ho dato gli occhi e hai guardato le tenebre Mondadori,2023,156 pagine
Una saga familiare di una famiglia matriarcale tutta ambientata in una casa dei Pirenei, in cui la tradizione e la Storia si mescolano alla superstizione, alla magia e al satanismo (senza limitismo). Non ci si faccia ingannare dalle 150 pagine, ci metterete un sacco a leggerlo: la scrittura di Irene Solà è densissima e ricca di immagini, metafore e simbologie (a tratti esagera, sembra voler sconfinare con la poesia) e il libro continua a mescolare piani temporali, cambiando ambientazione da un paragrafo all’altro senza avvertire. Abbiamo già visto questo stratagemma, Queneau l’aveva fatto addirittura a metà delle frasi. Queneau però era ben più bravo di Solà, e il libro risulta molto faticoso e confuso, anche perché l’albero genealogico è molto articolato e i personaggi si sovrappongono. Tutto sommato non mi è dispiaciuto, e se da un lato penso che un editor avrebbe potuto tenere a freno l’autrice e rendere il libro più accessibile, dall’altro forse la sua forza è la sua personalità e la sua imperfezione.

Postato il 02/07/2025


Jinsei

di Ryuya Suzuki (無名の人生, 2025)

Jinsei Poster

Il riassunto The anime film follows a man’s 100-year journey, from a lonely, bullied boy to an aspiring idol. Told in 10 chapters, it explores social issues like the dark side of entertainment, war, and unidentified youth deaths. Imdb

Il commento Un film giapponese che non è un anime ma nemmeno un film sperimentale, ma piuttosto qualcosa di vicino a un film coreano. La lunga vita del protagonista è divisa in capitoli a seconda del nome con cui viene chiamato, con alcuni archi narrativi più riusciti di altri, ma nel complesso è un crescendo in cui film inizia a deviare in situazioni sempre più assurde. Ed è anche dannatamente commovente.

Postato il 16/06/2025


The Great History of Western Philosophy

di Aria Covamonas (La gran historia de la filosofía occidental, 2025)

The Great History of Western Philosophy Poster

Il riassunto A cosmic animator is hired by the Central Committee of the People’s Republic to realize a philosophical film under the gaze of Chairman Mao, who is displeased and sentences them to death right at the start. Imdb

Il commento Mi è capitato pochissime volte di uscire dalla sala al cinema, ma questo film, pur avendo alcuni innegabili colpi di genio (tra cui sottotitoli volutamente diversi dal parlato!) è una sequenza di cut out in stile Terry Gilliam, dadaista, senza senso nè filo logico, e dopo 40’ direi che può anche andar bene così. Sarebbe stato un gran bel cortometraggio.

Postato il 14/06/2025


Balentes

di Giovanni Columbu (Balentes, 2024)

Balentes Poster

Il riassunto The naivety of youth is confronted with the brutality of war in this sombre tale set in Sardinia in 1940. Realising some horses on the island are to be sent into battle, two boys plan to release them before they are delivered to the army. Imdb

Il commento Film sardo che fa uno strano uso del rotoscopio, riducendo quasi a zero il framerate e procudendo immagini statiche, scattose, in un bianco e nero quasi espressionista. Il problema è che la narrazione è molto frammentata e si stenta a capire chi fa cosa e perché. Rimane comunque un esperimento non fallito.

Postato il 13/06/2025


Bubble Bath

di György Kovásznai (Habfürdő, 1979)

Bubble Bath Poster

Il riassunto Zsolt Mohai, an eccentric shop window decorator in his 40s, drops by Anna Parádi on his wedding day, asking her to phone his bride Klára Horváth and call off the event. Drama, discussions and musical numbers ensue over topics like romance, loyalty, ambition, and settling for a family life in a modern day city. Imdb

Il commento “Ma cosa sto vedendo?” è stata la mia reazione, in senso positivo, alla prima parte di questo film, una commedia musicale ungherese di fine anni ‘70, con musiche a metà tra le colonne sonore italiane dei ‘70, blues, funk, un filo di perdonabile jazz, e uno stile visivo che cambia continuamente, addirittura nella stessa inquadratura. La magia non dura tutto il film, che purtroppo si spegne in qualche scena superflua o annacquata, ma rimane comunque un film molto originale e piacevole.

Postato il 09/06/2025


La città proibita

di Gabriele Mainetti (La città proibita, 2025)

La città proibita Poster

Il riassunto In the suburbs of Rome two very different souls intersect. One is the son of a restaurant owner who disappeared with his lover. The other is a young mysterious woman who has arrived from China in search of her missing sister. Imdb

Il commento Forse il voto pieno è leggermente esagerato, visto che il film è lungi dall’essere perfetto, soprattutto a livello di sceneggiatura: un finale troppo strascicato, un paio di scene superflue, un personaggio introdotto e poi dimenticato, un altro che sembra agire a casaccio. Eppure questa Roma multietnica cornice di un assurdo mix tra romanità e oriente che funziona bene è qualcosa di così inedito ed efficace che non lo dimenticherò presto. La scena in cui i protagonisti si scambiano il cibo cinese con le campane che suonano in sottofondo è meravigliosa. Ma non solo questo: è un film d’azione con splendide coreografie, ma non esagera con le botte, ed è pure una deliziosa ed improbabile storia d’amore. Il miglior film di Mainetti a oggi.

Postato il 18/03/2025