Un blog fuori tempo massimo

La mano sinistra del buio

di Ursula K. Le Guin

La mano sinistra del buio Mondadori,1969,300 pagine
Un libro molto complesso e sfaccettato, che sfruttando lo spunto fantascientifico di un inviato di una federazione interstellare in un pianeta nuovo, riesce a parlare di politica, di sessualità, di amicizia e soprattutto di come ci mostriamo agli altri e di come siamo percepiti. L’ho trovato un libro davvero moderno. Il senso di straniamento del protagonista è trasmesso al lettore in una prima parte in cui è difficile districarsi tra termini intraducibili, usanze assurde, rapporti sociali incomprensibili, anatomie inspiegabili; insieme a lui però durante la lettura il mondo Inverno inizia a diventare famigliare e tutto è più scorrevole.
Il confronto più immediato sarebbe con “Straniero in terra straniera” di Heinlein, però il modo in cui Le Guin dimostra di conoscere l’umanità, di amarla e essere arrabbiata per quel che combina, mi ha ricordato moltissimo Kurt Vonnegut. Un libro non facile, ma davvero splendido.

Postato il 27/09/2026


Cutie Honey (キューティーハニー)

di Hideaki Anno (2004)

Cutie Honey (キューティーハニー) Poster

Super cute and super fun.

Il riassunto Quando lo zio di Honey viene rapito dalla malvagia banda criminale nota come “Panther Claw”, lei deve ricorrere ai suoi poteri magici di trasformazione per salvarlo. Nel frattempo, la stessa banda è responsabile di una serie di altre ondate di crimini in tutta Tokyo. Nel corso dell’indagine, Honey fa squadra con la poliziotta apparentemente fredda Natsuko Aki e con il giornalista di successo Seiji Hayami, oltre a combattere contro i quattro “artigli” della banda Panther Claw per salvare suo zio e il resto della città. Imdb

Il commento Il primo film di Anno della serie, ormai piuttosto lunga, di “Anno gioca coi suoi miti di quand’era bambino” che ha prodotto in generale cose pregevoli. Cutie Honey è ancora molto grezzo e decisamente imperfetto, con qualche lungaggine eccessiva e una morale finale di una banalità spaventosa, ma ha alcune scene d’azione cartoonesche eccezionali, soprattutto all’inizio, in cui vengono riprodotti dal vivo gag ricorrenti dell’animazione giapponese. L’effetto è davvero meraviglioso, peccato appunto che il resto del film non sia all’altezza.

Postato il 22/09/2026


Il gattopardo

di Luchino Visconti (1963)

Il gattopardo Poster

Luchino Visconti’s enduring romantic adventure

Il riassunto Mentre le truppe di Garibaldi danno il via all’unificazione d’Italia negli anni ’60 del XIX secolo, una famiglia aristocratica siciliana si adatta a malincuore ai radicali cambiamenti sociali che minano il proprio stile di vita. Imdb

Il commento Quello che mi ha colpito di più in questo classicone che mi mancava è che è un film che gira tutto intorno alla messa in scena. La cura per gli ambienti, sia interni che esterni (meravigliose ville e una Sicilia mai così vibrante), i costumi, la quantità e la gestione delle comparse sono qualcosa di insuperato. Ma anche la traduzione del romanzo in sceneggiatura è splendida, nel senso che fa proprio il linguaggio cinematografico usando la narrazione per immagini quando appropriato. Eppure, ho avuto la sensazione che il film manchi la profondità del romanzo e che l’abbia semplificato. Non c’è scorrere del tempo, non c’è il rapporto con la religione, i borghesi sono troppo macchiettistici. Trovo esemplare la scena del ballo: il romanzo trasmette come l’eccitazione del ballo, che nasce perfetto, si trasformi in noia, disordine e stanchezza, mentre nel film c’è solo l’inquietudine di Fabrizio. Alain Delon è tanto caruccio quanto cagnaccio, mentre Burt Lancaster e Claudia Cardinale sono splendidi e bravissimi.

Postato il 15/09/2026


Godzilla (ゴジラ)

di Ishirō Honda (1954)

Godzilla (ゴジラ) Poster

Godzilla, a weapon of science, a great battle of wonder and terror!

Il riassunto Il Giappone è in preda al panico dopo che diverse navi sono state affondate nei pressi dell’isola di Odo. Una spedizione sull’isola guidata dal dottor Kyohei Yamane scopre ben presto qualcosa di molto più devastante di quanto immaginato: un mostro alto 50 metri che gli indigeni chiamano Gojira. Ora il mostro dà inizio a una serie di devastazioni che minacciano di distruggere non solo il Giappone, ma anche il resto del mondo. Imdb

Il commento Uno di quei classiconi che non avevo mai visto, pur sapendo più o meno tutto per riverbero, per citazioni e per imitazioni. Nonostante spesso gli effetti speciali siano davvero grezzi, è un film interessante e anche abbastanza sfaccettato, in cui la metafora di Godzilla come “era nucleare"si interseca con altri temi, quali il ruolo internazionale del Giappone, la sua ricostruzione, il suo senso dell’onore (mi ha colpito come l’atto più coraggioso di tutto il film sia la ragazza che viene meno alla sua promessa di non rivelare il segreto dello scienziato). Ma si parla anche di ecologia, di un Giappone ferito (“Ho scampato per un pelo Nagasaki e mi tocca questo!”, “Bambini, finalmente ci riuniremo a papà!”), del ruolo della scienza. Si tratta di un film ingenuo e da diversi punti di vista grezzo, ma comunque molto potente. E quanto Godzilla c’è in Evangelion! Direi meglio di quasi tutti i suoi seguiti ed epigoni.

Postato il 18/08/2026


Viva Carmen! (Prends garde à toi !)

di Sébastien Laudenbach (2026)

Love Is a Gypsy Child: A Carmen Story (Prends garde à toi !) Poster

Il riassunto Andalusia, Spagna, 1840. Dopo tre anni di vagabondaggio, Salva, che lavora come aiutante di un arrotino cieco, torna a Siviglia, la sua città natale, dove incontra Carmen, una zingara dalla voce affascinante. Imdb

Il commento Rivisitazione della storia della celebre opera lirica, con maggiore enfasi ai personaggi di contorno e con alcune arie riarrangiate come parte della colonna sonora. L’atmosfera è quella, Siviglia e gli zingari, ma si aggiunge un messaggio di emancipazione femminile forse non completamente a fuoco, ma comunque apprezzabile. Però esteticamente è una gioia, le tecniche di uso emotivo dei colori già viste in “Chicken for Linda” sono perfezionate e più efficaci. Un film tutto sommato riuscito, anche se meno esaltante di quanto sperassi.

Postato il 26/06/2026


Amarga Navidad

di Pedro Almodóvar (2026)

Amarga Navidad Poster

You’re confusing fiction with reality.

Il riassunto Dopo la morte della madre, avvenuta a dicembre, la regista pubblicitaria Elsa si immerge nel lavoro per superare la crisi. Quando un attacco di panico la costringe a prendersi una pausa, decide di andare a Lanzarote con la sua amica Patricia. La storia di queste donne scorre parallela a quella di uno sceneggiatore e di un regista, esplorando come la vita e la finzione siano indissolubilmente legate, a volte in modo doloroso. Imdb

Il commento L’aggettivo più calzante per questo film è sicuramente “coraggioso”. Armaga Navidad, per quasi tutto il film, è un mediocre film di Almodovar. Ci sono tutti i suoi stilemi e pallini: la rappresentazione del cinema e della pubblicità, più piani narrativi e temporali, la solidarietà femminile, una splendida Madrid sullo sfondo, il melodramma, una grande cura per gli ambienti, le canzoni che hanno anche un valore narrativo, alcune riprese così belle da mozzare il fiato. Però tutto al servizio di una storia che ha un sacco di difetti e semplicemente non sta in piedi…finché, a venti minuti dalla fine, ci si rende conto che il regista ne è perfettamente conscio, e ha rifilato un film mediocre per raccontare qualcosa su se stesso e la sua arte. La cosa è senza dubbio affascinante e meritevole di plauso. Rimangono però cento minuti di film che sembrano quasi una cattiva imitazione di Almodovar.

Postato il 22/05/2026


The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert

di Stephan Elliott (1994)

The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert Poster

Finally, a comedy that will change the way you think, the way you feel, and most importantly… the way you dress.

Il riassunto Due drag performer e una donna transgender attraversano il deserto per esibirsi nel loro stile unico di cabaret. Imdb

Il commento Ho un debole per i titoli con “Le avventure di…”, e in questo caso è ulteriormente straniante perché Priscilla è un autobus, protagonista silente del viaggio on the road di un trio che fa spettacoli drag…nel deserto australiano! La cosa migliore del film, oltre i piacevolissimi numeri musicali, è appunto il contrasto tra i coloratissimi e sfacciati personaggi e il deserto, gli squallidi villaggi e i suoi abitanti, per lo più truci minatori che hanno ben poco da condividere con i protagonisti. Ci sono eccezioni a questa regola e un finale che parla di inclusione in un modo diverso dal resto del film, ma per il resto lo svolgimento è abbastanza lineare e non proprio imprevedibili, ma rimane un film piacevole, e anche attuale.

Postato il 21/05/2026


Kaidan (怪談)

di Masaki Kobayashi (1965)

Kaidan (怪談) Poster

In the tradition of “RASHOMON” and “GATE OF HELL.”

Il riassunto Prendendo il titolo da una parola giapponese arcaica che significa “storia di fantasmi”, questa antologia adatta quattro racconti popolari. Un samurai squattrinato si sposa per denaro con risultati tragici. Un uomo bloccato in una bufera di neve viene salvato da Yuki, la fanciulla delle nevi, ma il suo salvataggio ha un costo. Il musicista cieco Hoichi è costretto a esibirsi per un pubblico di fantasmi. Un autore racconta la storia di un samurai che vede il riflesso di un altro guerriero nella sua tazza da tè. Imdb

Il commento Un vecchio film giapponese di fantasmi della spaventevole durata di oltre tre ore, per fortuna in quattro episodi che permettono una visione frazionata senza sentirsi troppo in colpa. I primi due episodi sembrano delle fiabe, o perlomeno storie popolari, e forse sono i più deboli del film; il terzo è il migliore, il più lungo e articolato e si interseca con la tradizione dei canti narrativi buddisti; il quarto è curioso, l’unico che usa più piani narrativi e si concede un finale a sopresa. In ogni caso, sono tutte ambientazioni storiche nel Giappone Feudale, con costumi molto ricercati e splendide ambientazioni, con la curiosa intrusione, nel secondo episodio, di alcuni fondali dipinti molto inquietanti. La parola che più mi veniva in mente durante la visione è “calligrafico”: ogni inquadratura è ben studiata e lascia tutto il tempo allo spettatore di guardarla con calma. Certamente non un film per chi cerca il batticuore, anche poiché nonostante il tema non fa mai lontanamente paura, ma più per chi è interessato a un tipo di cinema un po’ fuori moda ma da riscoprire.

Postato il 04/05/2026


Locke

di Steven Knight (2014)

Locke Poster

No turning back.

Il riassunto Ivan Locke ha lavorato duramente per costruirsi una buona vita. Questa sera, quella vita crollerà intorno a lui. Alla vigilia della sfida più importante della sua carriera, Ivan riceve una telefonata che mette in moto una serie di eventi che sconvolgeranno la sua famiglia, il suo lavoro e la sua anima. Imdb

Il commento C’è un filone di film ambientati in una singola, ristretta location, una limitazione che mette alla prova soprattutto il regista e gli attori (il migliore probabilmente è “The Guilty” nella sua versione danese). Di solito si tratta di thriller ad alta tensione, quindi quando ho capito che Locke parla di un signore che, telefonando mentre guida, deve gestireuna colata di cemento e un casino che ha combinato in famiglia, sono rimasto un po’ perplesso. Eppure, la tensione del film funziona: si trepida per vedere se il tizio rimasto in cantiere riuscirà a trovare il polacco che rimedi a un problema, o come reagirà la moglie a una certa notizia. Qualche sbavatura c’è, ad esempio i monologhi del tizio contro il padre tra una telefonata e l’altra, e non sempre tutto è proprio plausibile, ma si tratta di un film breve (84’), asciutto e perfettamente funzionale rispetto alle sue premesse. Tutto sommato non è poco.

Postato il 22/04/2026


Sirāt

di Oliver Laxe (2025)

Sirāt Poster

This is the desert.

Il riassunto Un uomo e suo figlio arrivano a un rave sperduto tra le montagne del Marocco. Stanno cercando Marina, la loro figlia e sorella, scomparsa mesi prima in un altro rave. Spinti dal destino, decidono di seguire un gruppo di raver alla ricerca di un’ultima festa, nella speranza che Marina sia lì. Imdb

Il commento Un film davvero difficile da raccontare senza spoiler, perché prende direzioni davvero inaspettate dopo un prologo che è davvero troppo lungo e si prende quasi metà film. Il viaggio nel deserto alla ricerca di un rave party ha il sapore della ricerca avventurosa di un paese leggendario, ma quello che rende molto affascinante il tutto è il contesto che emerge solo a tratti e la strana compagnia del gruppo che vaga. Impossibile poi non notare i paesaggi del deserto marocchino, bellissimi e spietati come la natura può essere.

Postato il 18/04/2026