Einaudi,2026,432 pagine
Non è facile scrivere un libro sull’Intelligenza Artificiale nel 2026, data la velocità delle evoluzioni tecnologiche in quest’ambito. Esiste però una teoria matematica costellata da una serie di algoritmi e, più in generale, di idee, che ne costituisce le fondamenta. Il grosso di questo libro è dedicato a spiegare come funzionano i sistemi di AI che usiamo quotidianamente, con un livello di approfondimento che ho trovato ottimo: non si entra nei dettagli matematici (ah, il terrore delle formule matematiche nei libri divulgativi!), ma i concetti, a volte anche abbastanza complessi, sono spiegati senza paura. Dopo la parte più “tecnica”, diciamo, l’autore si lancia in riflessioni generali sul rapporto tra uomo e modelli linguistici (che poi è il titolo del libro), e qua l’ho trovato meno efficace. Non che le sue riflessioni siano sbagliate, ma le ho trovate poco illuminanti. Mi è mancato quel guizzo che ti fa vedere le cose sotto un’altra prospettiva.
Alfio Ferrara in generale scrive bene, con chiarezza e con un tono che pur essendo preciso non scade mai nell’accademico ma nemmeno troppo nel confidenziale. Ce ne fossero di divulgatori così.
Libro divulgativo su vari aspetti della matematica e della fisica, sembra voler seguire la regola d’oro che prevede che ogni formula nel libro è un tot di lettori in meno (si concede solo E=mc² e qualcosa nelle appendici). Questo funziona fino a un certo punto, perché Launay si inoltra anche in argomenti piuttosto complessi, tra cui frattali e geometrie non euclidee, fino alla relatività generale, e trovo che la trattazione, che parte da esperienze quotidiane, alla fine rischi di risultare poco chiara.
Porto come esempio la legge di Benford, trattata nel primo capitolo, che è un argomento curiosissimo e palpabile (in breve:se prendete qualunque set di dati, vedrete che i numeri che iniziano per 1 sono molti di più delle altre cifre, che hanno frequenza sempre minore man mano che crescono). Ebbene, probabilmente per la paura di inoltrarsi troppo nei tecnicismi, a un certo punto si dice che le cifre hanno una frequenza costante ma dal punto di vista logaritmico, non lineare. Ma non si spiega perché, rimane come una sorta di “magia”.
In un po’ tutti i capitoli arriva il momento in cui si fa un atto di fede e si prende per buono quello che dice, ma il capitolo sui frattali probabilmente è il migliore, giacchè parte da una domanda insidiosa: quanto è un lungo un confine?
In sostanza, un libro di matematica molto divulgativo, ben scritto e anche ben illustrato. Ma se volete capire le cose anche senza essere matematici, ci sono altri libri che sono meno pavidi.
Scienza Express,190 pagine
Feltrinelli,256 pagine
Dedalo,160 pagine
Einaudi,2019,320 pagine