Un blog fuori tempo massimo

The Witcher 3: Wild Hunt (2015)

di CD PROJEKT RED (Switch 2)

The Witcher 3: Wild Hunt (2015) Poster

Cos’è Un celebre gioco di ruolo open world fantasy “adulto”, con sesso e violenza, una trama molto articolata, decine di personaggi e un sacchissimo di cose da fare.

Com’è Dire che ho “finito” Witcher 3 è un eufemismo. Sarebbe più corretto dire che ho terminato la main quest e ho visto i titoli di coda, vista la quantità di cose da fare e da esplorare che, volendo, ci sono ancora. È la maledizione degli open world. Ho trovato molto ben scritte le quest e soprattutto i dialoghi e i personaggi (ce n’è uno, antipaticissimo, che adoravo sentir parlare e mi è proprio spiaciuto doverlo ammazzare alla fine!) ma abbastanza limitate le meccaniche. Alla fine, i combattimenti funzionano più o meno sempre con le stesse strategie, senza grosse possibilità di variazioni. Inoltre praticamente non ci sono dungeon, e tantomeno enigmi (non sono proprio parte del mondo di The Witcher): per questo, a differenza di Skyrim, a cui sono tornato più volte pressoché esaurendo quest ed esplorazioni, non so se tornerò nel mondo di The Witcher. Però a questo giro mi son divertito.

Postato il 20/03/2026


A Knight of the Seven Kingdoms - stagione 1

di George R. R. Martin,Ira Parker (A Knight of the Seven Kingdoms, 2026)

A Knight of the Seven Kingdoms - stagione 1 Poster

A tall tale that became legend.

Il riassunto A century before the events of Game of Thrones, two unlikely heroes wandered Westeros: a young, naive but courageous knight, Ser Duncan the Tall, and his diminutive squire, Egg. Set in an age when the Targaryen line still holds the Iron Throne and the last dragon has not yet passed from living memory, great destinies, powerful foes, and dangerous exploits await these improbable and incomparable friends. Imdb

Il commento Ha raccolto enormi consensi questa incursione dal basso nel mondo di Game of Thrones: nessun drago, niente magia, tantomeno non morti, solo una storia di cavalieri vista da chi dorme all’addiaccio e sta nel fango, e cerca di conquistarsi un posto nel mondo. Sinceramente ho trovato i primi episodi girare un pochino a vuoto, ma il penultimo episodio (come da tradizione di Game of Thrones) è il più emozionante ed esaltante, e l’ultimo, più dimesso, lascia la voglia di vederne ancora. A me lo spinoff “serio” sui draghi sta piacendo, ma questo approccio alternativo è stato assolutamente benvenuto

Postato il 23/02/2026


Sotterranei e Dragoni

Podcast di Alessandro Renzo e Matteo Manoni

Sotterranei e Dragoni Non sarà difficile capire che Sotterranei e Dragoni parla di Dungeons & Dragons (ma anche, come si dice nell’intro ricorrente, “di gioco di ruolo in generale, diciamocelo”). Si tratta di un gioco ultimamente piuttosto di moda (per colpa, o per merito, di Stranger Things soprattutto) e sono fioriti diversi prodotti audiovideo relativi: registrazioni di partite, news, disquisizioni sulle regole, polemiche varie. SeD non è l’ultimo arrivato, è appena conclusa la sesta stagione, ed è un podcast che si distingue per la sua struttura: affianca a considerazioni sulle regole, e più in generale sul gioco di ruolo, una narrazione di un’avventura di un gruppo di eroi. Non una partita, ma un racconto con le radici nel mondo di D&D: un party di personaggi con le loro personalità, le loro capacità, le loro debolezze, che affronta minacce più o meno cosmiche. Ci sono personaggi ricorrenti, momenti comici e tragici, battaglie contro mostri, colpi di scena, gente che se la scampa per un pelo e gente che ci lascia le penne. A volte, devo dirlo, la narrazione è un po’ troppo infiocchettata e nell’ascolto si rischia di perdere il filo, ma complessivamente scrittura, recitazione e produzione sono ottime, e la storia è appassionante. Ho sicuramente letto parecchi romanzetti fantasy assai più scontati e mal scritti di Sotterranei e Dragoni.
La serie ha visto un’evoluzione durante le stagioni: la prima, ve lo dico francamente, la potete saltare, o al massimo recuperare dopo; manca una storia coerente, a livello produttivo è debole, si va ancora a tentoni a trovare la propria identità. La seconda è molto migliore, ha una storia finalmente strutturata ma è ancora troppo legata al regolamento di D&D. Ciononostante, secondo me potete partire da qui con gioia. Dalla terza in poi le cose si stabilizzano: discorsi più generici sui GdR che su D&D specifico, storie sempre più elaborate e con personaggi che tornano, ospitate varie, e poi Fiamma Nera in pianta stabile. Quando arriverete a Fiamma Nera, saprete perché l’ho citato in modo esplicito.
Se lo ascolterete troverete le vostre stagioni preferite (le mia sono la quarta e la sesta, ho trovato debole la quinta - quella sui draghi, tralaltro!), i vostri personaggi prediletti (team Aurin!) e quelli che non sopportate (uuuh, quel perfettino di Serus come lo detesto!) e magari penserete anche di investire in un Patreon e poter scegliere un mostro da far comparire nella storia. Il mio è stato il catoblepa, e penso che gli autori Matteo e Alessandro mi abbiano detestato per i salti mortali che hanno dovuto fare per inserirlo nella narrazione.
Se avete letto fino a qui e non avete capito niente, Sotterranei e Dragoni non fa per voi. Non vi avvicinerete al mondo del gioco di ruolo fantasy tramite questo podcast. Altrimenti, fossi in voi un pensierino ce lo farei.

Postato il 15/02/2026


Vite di Paolo, Ilarione e Malco

di San Girolamo

Vite di Paolo, Ilarione e Malco Adelphi,1975,146 pagine
Il mondo delle agiografie è qualcosa che mi ha sempre incuriosito, quindi quando ho notato questo smilzo libricino scritto da San Girolamo su tre eremiti mi ci sono buttato. Girolamo è del IV secolo e le vite che racconta sono del III: per noi sono pressoché contemporanei, ma un secolo di differenza è mica poco.
Ma facciamo un passo indietro: le tre figure raccontate da Girolamo sono eremiti nel deserto. Nei primi secoli del cristianesimo i deserti nel Medio Oriente si erano riempiti di anacoreti che praticavano le austerità più selvagge. Si nota correttamente nell’introduzione che era un modo per ribellarsi alla società che stava iniziando a inquadrare il cristianesimo, più che una reale ricerca di santità. Girolamo è una figura molto interessante: un uomo coltissimo, amante dei classici, che ha passato metà vita in Medio Oriente, in parte anche a fare l’eremita, e metà nei centri di potere e di cultura in Occidente. Questo traspare dalla sua scrittura: le agiografie, pensate come metodo di divulgazione, hanno avuto grande popolarità e di base raccontano una serie di miracoli compiuti, di vittorie sui demonio, di tentazioni a cui hanno resistito e di mortificazioni della carne. Tuttavia, nonostante l’austerità del tema, ho rilevato una sottilissima ironia qua e là, soprattutto nella parte in cui il povero Ilarione scappa da un posto all’altro del mondo alla ricerca di isolamento per poter pregare in pace, ma si ritrova sempre con un codazzo di gente che pretende miracoli. Ecco, il secolo di distanza forse lo si vede dal fatto che queste figure sono già leggendarie. Non c’è traccia di ricerca storica, solo racconti.
La scrittura è molto piacevole anche per un lettore moderno, si vede che Girolamo era un fine letterato, e la traduzione italiana davvero eccellente. Lo leggete in un paio d’ore, e sono due ore ben spese.

Postato il 12/02/2026


The Gamers: Dorkness Rising

di Matt Vancil (2008)

The Gamers: Dorkness Rising (2008) Poster

One roll to rule them all

Il riassunto All Lodge wants is for his gaming group to finish their adventure. Unfortunately, they’re more interested in seducing barmaids, mooning their enemies, and setting random villagers on fire. Desperate to rein in his players, Lodge injects two newbies into the party: a non-player character controlled by Lodge, who the power gamers immediately distrust, and the rarest gamer of all… a girl. Can the group overcome their bickering to save the kingdom, or will the evil necromancer Mort Kemnon triumph unopposed? A fun parody of fantasy films and the adventure gaming community. Imdb

Il commento Vendutomi come film che ogni appassionato di D&D dovrebbe vedere, è tutto sommato una satira abbastanza graziosa dei giocatori di ruolo, e in particolare di un loro sottinsieme specifico. Si ride qua e là, ci si diverte a riconoscere le meccaniche di gioco, le gag ricorrenti del gioco (quelle sul bardo sono le mie preferite) e le piccole fissazioni dei giocatori. Anche se la realizzazione non è eccelsa, non è proprio un film da quattro soldi, c’è un cast abbastanza esteso e qualche effetto speciale. Chiunque non sia un giocatore di D&D lo troverà piuttosto oscuro e scemotto…agli altri qualche sorriso lo strappa.

Postato il 06/02/2026


Dungeon Crawler Carl

di Matt Dinniman

Dungeon Crawler Carl Mercurio,2020,506 pagine
Le premesse paiono intriganti ma forse un po’ già viste: un uomo come tanti catapultato in un dungeon in stile D&D è un genere anime specifico (isekai), e l’arrivo degli alieni sulla Terra (responsabili del dungeon) sembra una citazione dalla Guida Galattica. Ma Dungeon Crawler Carl stupisce: alle avventure di Carl e la sua gatta Princess Donut affianca un world building stratificato e molto complesso, intersecando dinamiche da gioco di ruolo, da reality show, da intrighi politici, storie personali e tanta, tanta cazzonaggine. Perché è vero che siamo incuriositi nello scoprire i mille misteri che ci sono intorno al dungeon e i suoi padroni, e vogliamo sapere i ruoli di numerosi personaggi secondari che non ce la contano mica giusta, ma accanto a tutto questo ci sono mille avventure ben scritte, col giusto piglio ironico, strizzando l’occhio al giocatore di ruolo ma senza appesantire troppo la narrazione. Non sono sicuro che reggerà tutti i mille volumi di cui è composto, ma per ora Dungeon Crawler Carl è proprio uno spasso.

Postato il 02/11/2025


The Halfling's Gem (Forgotten Realms: The Icewind Dale, #3; The Legend of Drizzt, #6)

di R.A. Salvatore

The Halfling's Gem (Forgotten Realms: The Icewind Dale, #3; The Legend of Drizzt, #6) Wizards of the Coast,1990,352 pagine
È un Drizzt.

Postato il 21/08/2025


Streams of Silver (Forgotten Realms: The Icewind Dale, #2; Legend of Drizzt, #5)

di R.A. Salvatore

Streams of Silver (Forgotten Realms: The Icewind Dale, #2; Legend of Drizzt, #5) TSR Inc.,1989,342 pagine
È un Drizzt. Forse un po’ più ispirato a Tolkien del solito, scopiazzando a piene mani dalla parte di Moria. Ma per il resto è un Drizzt.

Postato il 20/05/2025


La storia fantastica

di Rob Reiner (The Princess Bride, 1987)

La storia fantastica Poster

It’s as real as the feelings you feel.

Il riassunto In this enchantingly cracked fairy tale, the beautiful Princess Buttercup and the dashing Westley must overcome staggering odds to find happiness amid six-fingered swordsmen, murderous princes, Sicilians and rodents of unusual size. But even death can’t stop these true lovebirds from triumphing. Imdb

Il commento Sembra facile fare un film che è una fiaba ben realizzata, ironica e leggera al punto giusto, con avventure, personaggi memorabili, grandi amori e grandi imprese, ma evidentemente non lo è, tanto che questo film del 1987 è ancora un gioiello insuperato. Una visione piacevolissima.

Postato il 13/04/2025


Babel. Una storia arcana

di R.F. Kuang

Babel. Una storia arcana Mondadori,2022,600 pagine
Babel è una storia ambientata in un’Inghilterra vittoriana alternativa, in cui esiste una specie di magia che nasce da traduzioni incise su tavolette di argento: dalle sfumature di significato diverse nella traduzione scaturisce un incantesimo. Le premesse sono originali e intriganti, e lo svolgimento le sfrutta adegutamente, utilizzandole per costruire un mondo in cui i traduttori sono una casta potente e in cui l’argento e la relativa tecnologia sono un’arma strategica, politica e militare. Appare anche presto evidente che Kuang costruisce una versione fantasy del nostro mondo con molte delle stesse problematiche: colonialismo, capitalismo, razzismo, ipocrisia della politica, con la differenza che le risorse da cui partire non sono petrolio o terre rare, ma traduttori e argento, il tutto infilato in una storia che è in effetti avvincente e ben scritta (i protagonisti sono dei giovani traduttori che scopriranno pian piano il marcio sotto il loro privilegio) e che affronta anche il problema di come reagire a situazioni simili. Dal lato negativo, l’autrice infila, soprattutto nella prima parte, una serie di lezioncine su quanto fosse razzista e sessista l’Inghilterra vittoriana che diventano presto insopportabili per quanto sono didascaliche, e inoltre il meccanismo del funzionamento degli incantesimi in base alla traduzione è confuso, mal spiegato, incoerente e inconcludente: spesso si richiede una sospensione dell’incredulità eccessiva per un romanzo che vuole costruire un mondo alternativo coerente.

Postato il 26/01/2025