Adelphi,1930,200 pagine
Il libro di Giobbe è probabilmente il libro dell’Antico Testamento più moderno, quello che dà voce maggiormente ai dubbi umani sulla giustizia divina. Josephy Roth, che non è Philip Roth, ne scrive tra le due guerre una versione moderna. In realtà, delle duecento pagine del libro, un buon due terzi costituisce la preparazione alle sventure del protagonista Mendel, ma non è un problema. Non solo sono queste pagine sono scritte molto bene, sono anche fondamentali per capire quest’uomo e far chiedere al lettore se, dal punto di vista di Dio, egli non abbia fatto qualcosa per meritarsi le sue disgrazie. Personalmente, ho trovato la cosa migliore del libro come, in seguito agli avvenimenti, Mendel “litighi con Dio” e distrugga tutte le sue piccole confortevoli abitudini nel nome della sua rabbia contro l’onnipotente.
Ma esiste una risposta alle domande che il libro pone? Certamente no, o, meglio, ognuno darà la sua. Ed è proprio la definizione di “fede”.
Adelphi,1917,106 pagine