Un blog fuori tempo massimo

Aguirre furore di Dio

di Werner Herzog (Aguirre, der Zorn Gottes, 1972)

Aguirre furore di Dio Poster

A breathtaking journey into the heart of darkness.

Il riassunto A few decades after the destruction of the Inca Empire, a Spanish expedition led by the infamous Aguirre leaves the mountains of Peru and goes down the Amazon River in search of the lost city of El Dorado. When great difficulties arise, Aguirre’s men start to wonder whether their quest will lead them to prosperity or certain death. Imdb

Il commento Kinski che fa il pazzo, Herzog che fa un film con taglio documentaristico: accoppiata vincente! La discesa negli inferi verdi è evidentemente un’ispirazione per Apocalypse Now, ma si vede molto di questo film anche nei filone “cannibale” dei filmacci italiani anni settanta. E per completare l’atmosfera ’70s, un sacco di flauti andini!

Postato il 21/10/2025


Atlantico

di Simon Winchester

Atlantico Adelphi,2010,484 pagine
Il saggio di Winchester sull’Atlantico segue un approccio onnicomprensivo: vuole cioè parlare del suo oceano preferito dal punto di vista geologico, storico, bellico, commerciale, politico, artistico eccetera. Per dare struttura a questo mare magnum di informazioni sceglie di partire da un brano di Shakespeare che descrive le sette età dell’uomo, a ognuna delle quali associa un argomento (ad esempio, all’età del soldato associa la parte bellica). L’approccio funziona abbastanza bene, ma mette in luce i due difetti principali del libro: uno, che l’autore è più preparato in alcuni campi che in altri, e la parte artistica è tremenda e noiosissima, e anche quella geologica è spiegata maluccio; invece la parte storica e commerciale è molto precisa e interessante e spesso si concede di prenderla alla larga senza per questo perdere il focus; due, che a volte dà all’Atlantico una preminenza che probabilmente è eccessiva, nel senso che sono argomenti che potrebbero valere per qualsiasi mare ma che lui declina specificatamente per questo oceano.
Il libro ha una lunghezza giusta, ha qualche illustrazione e qualche preziosa mappa, è scritto nel complesso bene, riesce a mescolare con abilità anedottica personale e meno a discorsi generali, e nonostante quei difetti è una lettura valida.

Postato il 03/05/2025


Deserto di ghiaccio. La storia dell'esplorazione artica

di Fergus Fleming

Deserto di ghiaccio. La storia dell'esplorazione artica Carocci,2001,446 pagine
Solo dopo l’acquisto ho scoperto che questo libro è dell’autore de “I ragazzi di Barrow” che tanto mi aveva divertito l’anno scorso, e ne è una sorta di seguito. Dopo l’epopea degli inglesi alla caccia del passaggio a Nord Ovest, ora si guarda verso il Polo Nord, ma non è più un’esclusiva dei britannici: ora si mettono in mezzo americani, norvegesi, tedeschi, russi e…italiani!
Non diversamente dal libro precedente di Fleming, il racconto dell’epopea della caccia al Polo Nord è raccontata con leggerezza e un tocco di ironia. Ma se quest’ironia in precedenza era spietata nei confronti degli esploratori imbecilli che muoiono come mosche, in questo caso è più leggera e anche velata di ammirazione quando la prospettiva cambia, finiscono le grandi spedizioni con centinaia di uomini e inizia l’“epoca degli eroi”, gente che con pochi uomini percorre migliaia di km in slitta: tra cui Peary, Amundsen e financo un Savoia (!).
Il libro per me è stato piacevolissimo, ma mi rendo conto che può essere noiosetto leggere di una spedizione dietro l’altra, di scorbuto, iceberg, cani da slitta e inverni artici. Ma se ne avete il minimo interesse, è proprio un libro delizioso.

Postato il 25/11/2022


L'uomo che inventò il Polo Nord

di Philipp Felsch

L'uomo che inventò il Polo Nord Nutrimenti,2010,270 pagine
Tra le storie assurde che girano intorno all’esplorazione artica, quella di August Petermann è meno nota ma non per questo meno meritevole. Notevole geografo, esperto di mappe ed esploratore “da salotto”, decise a un certo punto in base a speculazioni teoriche che il Polo Nord fosse costituito da un mare navigabile circondato da una barriera di ghiacci. E un sacco di gente gli diede retta. Forse la cosa più interessante del libro,insieme alla solita follia suicida delle esplorazioni artiche dell'800, è il carattere del tutto particolare di Petermann, presentato come un arrivista autolesionista (!) e certamente non l’eroe della situazione.
L’autore fa un lavoro di ricostruzione storica a partire dalle fonti molto preciso, citando lettere, diari e giornali, e il modo in cui il clima culturale e sociale dell'800 viene reso è molto vivido. Rimane tuttavia un libro oggettivamente per amatori del genere.

Postato il 11/01/2022


Sovietistan: Travels in Turkmenistan, Kazakhstan, Tajikistan, Kyrgyzstan, and Uzbekistan

di Erika Fatland

Sovietistan: Travels in Turkmenistan, Kazakhstan, Tajikistan, Kyrgyzstan, and Uzbekistan Pegasus Books,2014,477 pagine
Uno parte dall’idea che gli “stan”, i paesi ex-sovietici dell’Asia Centrale, siano più o meno stati tutti uguali, deserto e montagne e un sacco di capre, e scopre invece che comprendono un’enorme varietà di etnie, di lingue, di usanze, di situazioni politiche, di livelli di ricchezza e di democrazia. Erika Fatland, norvegese in viaggio in Asia Centrale, riesce a trasmettere bene il carattere dei luoghi usando un occasionale umorismo nerissimo per quanto riguarda gli aspetti più grotteschi delle dittature e dell’eredità del periodo sovietico, che però sa mettere da parte di fronte alle situazioni più tragiche (un esempio su tutti: l’usanza del ratto delle mogli in Kirzighistan). Ne lascia un quadro molto vivace e un libro di lettura molto piacevole ma, cosa anomala per un libro di viaggi, poca voglia di visitare quei luoghi.

Postato il 08/12/2021


I ragazzi di Barrow

di Fergus Fleming

I ragazzi di Barrow Adelphi,1998,542 pagine
Ci ho messo un po’ a leggerlo, quasi un mese, ma mi è proprio piaciuto.
Parlando di esploratori ed esplorazioni dell'800, l’autore si diverte un sacco a descrivere con ironia quello che succede, in queste folli imprese organizzate malissimo in cui gli “eroi” morivano come mosche. Ha un taglio moderno e un po’ scanzonato (ma non troppo) che giova moltissimo alla lettura, e comunque riguarda una serie di imprese che di per sè sono molto interessanti (almeno, a me queste storie di esploratori, soprattutto nell’artico, fanno impazzire). Il libro non si smonta nelle sue 450 pagine, anche perché ha il gran finale (il viaggio finale della The Terror e della Erebus) che spicca sulle altre imprese. Per me, consigliatissimo, mi è spiaciuto che fosse finito.

Postato il 04/03/2021