Super cute and super fun.
Il riassunto Quando lo zio di Honey viene rapito dalla malvagia banda criminale nota come “Panther Claw”, lei deve ricorrere ai suoi poteri magici di trasformazione per salvarlo. Nel frattempo, la stessa banda è responsabile di una serie di altre ondate di crimini in tutta Tokyo. Nel corso dell’indagine, Honey fa squadra con la poliziotta apparentemente fredda Natsuko Aki e con il giornalista di successo Seiji Hayami, oltre a combattere contro i quattro “artigli” della banda Panther Claw per salvare suo zio e il resto della città. Imdb
Il commento Il primo film di Anno della serie, ormai piuttosto lunga, di “Anno gioca coi suoi miti di quand’era bambino” che ha prodotto in generale cose pregevoli. Cutie Honey è ancora molto grezzo e decisamente imperfetto, con qualche lungaggine eccessiva e una morale finale di una banalità spaventosa, ma ha alcune scene d’azione cartoonesche eccezionali, soprattutto all’inizio, in cui vengono riprodotti dal vivo gag ricorrenti dell’animazione giapponese. L’effetto è davvero meraviglioso, peccato appunto che il resto del film non sia all’altezza.
Settembre nero è una coming of age molto brusca di un ragazzino di dodici anni, che nell’arco di poco tempo, nell’estate in Versilia del 1972, scopre l’amore e il male. Veronesi se la prende davvero con molta calma, costruendo lentamente l’idillio del protagonista, concedendosi diverse digressioni e entrando in dettagli a volte esagerati, tanto che a un certo punto l’io narrante ammette che per molti particolari ha fatto delle ricerche perché non era sensato ricordarsi qual è il distacco di un ciclista su un altro in una gara. Forse, se non era sensato ricordarlo, non ha senso neanche comunicarlo al lettore, però. E forse è parimenti eccessivo e frettoloso l’accavallarsi degli eventi negativi quando iniziano a succedere: in pratica, accade tutto nelle ultime 40 pagine sulle trecento del libro.
L’autore scrive bene, e le prime pagine mi avevano molto preso, anche perché mi ero riconosciuto in alcuni tic del protagonista (come penso avranno fatto in tanti), ma prima l’eccesso di languore e poi l’eccesso di fretta alla fine mi hanno lasciato l’amaro in bocca. Non è un brutto libro, ma è stato il mio primo Veronesi e probabilmente l’ultimo.
Feltrinelli,2020,208 pagine