Adelphi,1977,365 pagine
Autobiografia di Elias Canetti fino ai 16 anni, quando perde il “paradiso” dell’infanzia, è ambientata tra Bulgaria, Inghilterra, Austria e Svizzera nei primi due decenni del XX secolo, con il contesto che ne consegue. Il racconto, più che anedottico, parla della formazione culturale dello scrittore, quali autori ha scoperto, quale atteggiamento aveva nei confronti del mondo e dei suoi vari tutori, in famiglia e fuori. Pur essendo colmo di riflessioni interessanti e mai banali e con un ritratto della mitteleuropa dei primi del ‘900 molto vivace, ho trovato questo libro molto artefatto. Non escludo che un ragazzino che poi è diventato uno scrittore potesse essere quella macchina di riflessioni, ma i ricordi e i dialoghi sono troppo precisi per non pensare che siano stato romanzati se non inventati. Manca completamente la spontaneità del bambino e, diciamocelo, a tratti è un libro anche abbastanza noioso.
Adelphi,2020,180 pagine
Adelphi,169 pagine