Neri Pozza,2022,654 pagine
Questo David Copperfield in versione americana e moderna, in una provincia devastata dalla disoccupazione e dagli oppiodi, è scritta molto bene, con una voce chiara, ben definita e interessante. Il protagonista racconta la sua storia, prima in un vortice di sfighe e disgrazie che rende omaggio a Dickens (con la stessa ironia però dell’autore vittoriano) e poi nel gorgo di autodistruzione dato dalla droga. Mi è venuta voglia di rileggere David Copperfield, perché sono certo che le figure che il protagonista incontra, così chiare e ben delineate, siano parte della riscrittura del classico di Dickens. A tratti il libro perde di vigore, soprattutto verso la metà, ma complessivamente è incisivo. Rimango tuttavia perplesso come i libri americani, appena salgono di livello dal puro intrattenimento, debbano confrontarsi con l’impresa di raccontare l’America (in questo caso con successo, va detto). Sembra che gli scrittori statunitensi non abbiano altro in testa che il Grande Romanzo Americano, e per me questo è un limite.
Postato il 25/06/2024