Un blog fuori tempo massimo

L'isola degli idealisti

di Giorgio Scerbanenco

L'isola degli idealisti La nave di Teseo,1942,218 pagine
Uno dei libri “perduti e ritrovati” di Scerbanenco, precedenti ai suoi più famosi noir, è un romanzo strano, di un genere indefinibile. Ambientato in un’idilliaca isoletta in un lago, abitata da una famiglia più che benestante, racconta di come la tranquillità sia rotta da una coppia di ladri in fuga, accolta dagli abitanti in modo decisamente particolare: cercare di rieducarli e farli diventare onesti. Scerbanenco non si ferma a questo esperimento sociologico sui generis, ma la trama ha diverse svolte piuttosto inaspettate. Il tema a cui gira intorno è sempre quello del bene e del male e di come siano innati o meno. Non dà una risposta chiara, tanto più che al finale in una certa direzione segue un epilogo piuttosto amaro che lo contraddice. A parte questi discorsi, comunque notevoli, Scerbanenco crea un cast di personaggi davvero entusiasmante, perfettamente caratterizzati e con un arco narrativo interessante e credibile. Nell’edizione che ho letto, in appendice c’è un soggetto per un romanzo mai scritto (peccato!), un racconto natalizio con diavoli e angeli (!) e alcune superflue note di Elisabetta Sgarbi sul film tratto dal romanzo che lei ha diretto. Eh già.

Postato il 19/05/2026