Un blog fuori tempo massimo

Resident Evil

di Zach Cregger (2026)

Resident Evil Poster

A new era of evil.

Il riassunto Bryan, un corriere sanitario, si ritrova suo malgrado a lottare per la sopravvivenza mentre una notte fatidica e terrificante precipita nel caos. Imdb

Il commento Con un approccio molto diverso al franchise di Resident Evil rispetto ai pur pregevoli film di Anderson, Zach Cregger mescola umorismo con horror ma con un atteggiamento che non è quello di “horror cazzone”, ma molto più vicino a quello dell’Evil Dead di Raimi. L’horror è serio, fa paura quando deve, non risparmia botte di ogni genere (body horror, spaghetti, splatter, momenti di tensione) ma il punto di vista è un misto tra quello di un protagonista fuori luogo e quello di un giocatore del videogame da cui nasce la saga. Questo genera un alleggerimento mai fuori luogo. Peccato per la backstory del protagonista, assolutamente inutile e anche un po’ fastidiosa, dato il conteso.

Postato il 20/09/2026


Children of Men

di Alfonso Cuarón (2006)

Children of Men Poster

The year 2027: the last days of the human race. No child has been born for 18 years. He must protect our only hope.

Il riassunto Nel 2027, in un mondo caotico in cui gli esseri umani non sono più in grado di procreare, un ex attivista accetta di aiutare a trasportare una donna miracolosamente incinta verso un rifugio in mare, dove la nascita di suo figlio potrebbe aiutare gli scienziati a salvare il futuro dell’umanità. Imdb

Il commento In un’Inghilterra diventata uno stato autoritario e che si proclama unica isola di civiltà in un mondo senza speranza, nasce una fievolissima speranza, e un eroe riluttante e disilluso avrà un ruolo fondamentale. Un film di fantascienza distopico e apocalittico decisamente unico, e di una cupezza davvero rara. Con una fotografia eccezionale, una messa in scena molto ambiziosa e diversi attori in stato di grazia, Cuaron non risparmia stilettate allo spettatore, come per ricordargli che quella speranza è una fiammella che può spegnersi in un attimo; e, soprattutto, ha legami così forte con questo XXI secolo che non è proprio possibile rimanere indifferenti. Un film che è una visione difficile, ma importante.

Postato il 17/09/2026


Resident Evil: Village (2021)

di Capcom (Switch 2)

Resident Evil: Village (2021) Poster

Cos’è Un Resident Evil ambientato…in un villaggio! Sei Ethan e devi recuperare tua figlia nelle mani dei mostri, svelando un complotto.

Com’è Resident Evil Village gioca le sue carte migliori all’inizio (un po’ come Biohazard), con un castello bellissimo da vedere e da giocare, ricco di atmosfera e di fascino. Poi si spegne, c’è molto backtracking, le ambientazioni sono poco ispirate, latitano gli spunti e rimane l’impressione di una versione meno riuscita di Resident Evil IV, che offriva molte più idee e varietà di situazioni. La trama, come sempre, non ha senso, per quanto cervellotica, ma la cosa conta assai poco. È comunque un RE di buona fattura e mi ci sono divertito molto, ma il passo indietro rispetto al precedente è innegabile.

Postato il 16/09/2026


Il gattopardo

di Luchino Visconti (1963)

Il gattopardo Poster

Luchino Visconti’s enduring romantic adventure

Il riassunto Mentre le truppe di Garibaldi danno il via all’unificazione d’Italia negli anni ’60 del XIX secolo, una famiglia aristocratica siciliana si adatta a malincuore ai radicali cambiamenti sociali che minano il proprio stile di vita. Imdb

Il commento Quello che mi ha colpito di più in questo classicone che mi mancava è che è un film che gira tutto intorno alla messa in scena. La cura per gli ambienti, sia interni che esterni (meravigliose ville e una Sicilia mai così vibrante), i costumi, la quantità e la gestione delle comparse sono qualcosa di insuperato. Ma anche la traduzione del romanzo in sceneggiatura è splendida, nel senso che fa proprio il linguaggio cinematografico usando la narrazione per immagini quando appropriato. Eppure, ho avuto la sensazione che il film manchi la profondità del romanzo e che l’abbia semplificato. Non c’è scorrere del tempo, non c’è il rapporto con la religione, i borghesi sono troppo macchiettistici. Trovo esemplare la scena del ballo: il romanzo trasmette come l’eccitazione del ballo, che nasce perfetto, si trasformi in noia, disordine e stanchezza, mentre nel film c’è solo l’inquietudine di Fabrizio. Alain Delon è tanto caruccio quanto cagnaccio, mentre Burt Lancaster e Claudia Cardinale sono splendidi e bravissimi.

Postato il 15/09/2026


Supergulp - fumetti in radio

Podcast di Radiorai a cura di Francesca Vitale

Non hanno un amico Url: https://www.raiplaysound.it/playlist/supergulpfumettiinradio Come suggerisce il titolo, si tratta di un podcast in 5 puntate sulla trasmissione “Supergulp - Fumetti in TV”, in onda sulla Rai negli anni ‘70. Offre una parte di documentario, in cui i protagonisti ancora in vita raccontano i retroscena della trasmissione, il suo successo e le vicissitudini produttive. Non originale, ma ci sta. E poi c’è una parte di fumetti in formato di radiodramma. Ho ascoltato questo podcast soprattutto perché ero rimasto incuriosito dalla formula: se Supergulp è una conversione di media dal fumetto alla televisione (”fumetti in tv”, appunto), come può funzionare una conversione dalla televisione alla radio? Ricordiamo che Supergulp non era animazione propriamente detta, ma fumetti sonorizzati e doppiati, con qualche movimento di macchina sulle vignette e qualche spartano effetto speciale, ma il linguaggio era quello del fumetto. La versione radiofonica si limita a prendere la sonorizzazione dei fumetti (insiste molto sul fatto che i doppiatori erano gente nota nell’ambito), con un lavoro che probabilmente si limita alla scelta di episodi di fumetti che si basano principalmente su dialoghi. Non c’è nessun intervento descrittivo. Funziona? In parte. Questa cosa ha senso solo se l’ascoltatore ha presente il fumetto che viene raccontato, e in tal caso è facile immaginarsi le Sturmtruppen, Lupo Alberto o Nick Carter, e anche se evidentemente manca qualcosa, il risultato è discreto. Ma in un caso ci ho messo diverso tempo a capire che si stava parlando di Zagor (i fumetti non sono presentati, vedi sotto), e quando l’ho capito ho ricollocato la mia immaginazione in modo diverso; in altri casi, quando non conoscevo affatto il fumetto, mi è rimasta un’impressione più che monca.

Per il resto, pur essendo l’esperimento interessante e le testimonianze curiose, ho trovato il podcast mal prodotto: i fumetti sono spesso non presentati, altrettanto spesso non si capisce chi parla, ogni tanto parte una delle varie sigle della trasmissione, e in alcuni casi anche canzoni, per intero, che non c’entrano un granché col tema. Infine, alcuni brani di intervista sono addirittura proposti due volte. Direi che è stato decisamente poco curato.

Postato il 15/09/2026


C.S.I. in concerto

Villa Bellini, Catania

Salopette Quando c’è stata la reunion dei CCCP ero esaltatissimo, e infatti li ho visti due volte. Coi CSI ero leggermente più tiepido, ma comunque era un’occasione da non perdere. Per varie ragioni, sono finito a vederli nell’ultima data del mini-tour, a Catania, nel parco di una bella villa ottocentesca in una serata afosa di fine estate. È stato complessivamente un gran bel concerto: dopo gli “Lostatobrado” che son un po’ bravi-ma-basta, son stati suonati i tre disci più o meno in ordine, mescolando solo le cose nel finale, con un brano dei CCCP e uno dei PGR, e poi nei bis. Ho trovato che le sonorità del gruppo, la cui forza è anche nella varietà dei registri, sia stata resa molto bene, grazie anche a una fonia impeccabile. Il pubblico è stato molto partecipe, e su “E ti vengo a cercare” il coro è stato quasi universale, data anche la provenienza della canzone. Si ha avuto la sensazione che fossero tutti in gran forma, tranne Ferretti, che sembrava senza voce e che è stato quasi sempre “doppiato”, cantando, da Ginevra Di Marco, e che si è presentato con un’improbabile, ma molto punk, salopette. Non una parola è stata detta fino ai ringraziamenti finali, e il set era minimale, senza nessuna decorazione, nessuno che si muovesse, con luci non particolarmente efficaci. Una delle leggi non scritte dei concerti è che, per quanto tu ti posizioni bene, arriverà sempre il Gigante Grissino di fronte a te subito prima dell’inizio, e così è stato. Tuttavia, c’era così poco da vedere, a parte la salopette di GLF, che più volte ho addirittura chiusi gli occhi per ascoltare meglio. E ora, come ha accennato Zamboni, che succede? Siamo tutti curiosi. Però la reunion dei PGR non penso me la farò.

Postato il 13/09/2026


Piacersi Conad yuzu e zenzero

Conad Un energy drink di marca Conad, reperito in un peraltro sfornitissimo supermercato di un paese etneo. Come resistere? Si presenta con un colore inusuale, paglierino, che dovrebbe richiamare l’aranciata. Non ho mai assaggiato uno yuzu vero, ma mi dicono che ricorda il mandarino: ecco, qua non ce n’è traccia, soffocato da un gusto dolcissimo (nonostante sia senza zucchero), mentre come retrogusto si avverte vagamente lo zenzero. La lattina è piccola, ma si fatica ad arrivare in fondo. Non mi è piaciuto, però io mi piaccio lo stesso.

Postato il 13/09/2026


Le macchine del linguaggio: L'uomo allo specchio dell'intelligenza artificiale

di Alfio Ferrara

Le macchine del linguaggio: L'uomo allo specchio dell'intelligenza artificiale (Italian Edition) Einaudi,2026,432 pagine
Non è facile scrivere un libro sull’Intelligenza Artificiale nel 2026, data la velocità delle evoluzioni tecnologiche in quest’ambito. Esiste però una teoria matematica costellata da una serie di algoritmi e, più in generale, di idee, che ne costituisce le fondamenta. Il grosso di questo libro è dedicato a spiegare come funzionano i sistemi di AI che usiamo quotidianamente, con un livello di approfondimento che ho trovato ottimo: non si entra nei dettagli matematici (ah, il terrore delle formule matematiche nei libri divulgativi!), ma i concetti, a volte anche abbastanza complessi, sono spiegati senza paura. Dopo la parte più “tecnica”, diciamo, l’autore si lancia in riflessioni generali sul rapporto tra uomo e modelli linguistici (che poi è il titolo del libro), e qua l’ho trovato meno efficace. Non che le sue riflessioni siano sbagliate, ma le ho trovate poco illuminanti. Mi è mancato quel guizzo che ti fa vedere le cose sotto un’altra prospettiva.
Alfio Ferrara in generale scrive bene, con chiarezza e con un tono che pur essendo preciso non scade mai nell’accademico ma nemmeno troppo nel confidenziale. Ce ne fossero di divulgatori così.

Postato il 10/09/2026


Coyote vs. Acme

di Dave Green (2026)

Coyote vs. Acme Poster

The movie ACME doesn’t want you to see.

Il riassunto Dopo che i prodotti Acme lo hanno deluso per l’ennesima volta nella sua tenace caccia al Roadrunner, Wile E. Coyote decide di assumere un avvocato pubblicizzato su un cartellone per citare in giudizio la Acme Corporation. Imdb

Il commento Io credo che i corti Warner dell’epoca d’oro siano uno dei grandi tesori dell’umanità. Ogni tanto ci si ricorda della loro esistenza e vengono sfruttati, più o meno bene: in questo caso, decisamente bene, aggrappandosi alla solidarietà che chiunque riversa nei confronti del povero Wile E. Coyote nelle sue vicissitudini con Road Runner. Ne esce un film che cerca lo spirito di Roger Rabbit parlando di convivenza di umani e cartoon (ci riesce in parte, meno che nel capolavoro di Zemeckis), ha le sue parti migliori nelle gag slapstick da cartoon (ben scritte e realizzate quasi tutte) e aggiunge anche una strizzatina d’occhio alle sue vicissitudini produttive, un po’ come faceva Fitzcarraldo. Si ride molto, ci si godono le citazioni e le comparsate, si rimane un po’ perplessi di fronte ai momenti di buonismo, ma è un piccolo difetto.

Postato il 07/09/2026


New Girl - stagione 4

di Elizabeth Meriwether (2011)

New Girl Poster

Boys will be boys. Jess will be Jess.

La serie Jessica Day è una ragazza eccentrica e adorabile sulla trentina che, dopo una brutta rottura, va a vivere con tre ragazzi single. Simpatica, positiva, vulnerabile e onesta fino all’eccesso, Jess ha fiducia nelle persone, anche quando non dovrebbe. Sebbene sia un po’ imbranata e goffa, si sente a proprio agio con se stessa. Più incline alle amicizie con le donne, non è abituata a stare con i ragazzi, specialmente a casa. Imdb

Il commento Continuo a non essere un grande fan di questa comedy, che è divertente e tenera ma in cui si ha sempre l’impressione che i personaggi si comportino a caso e che succedano cose piovute dal cielo. Sembra sempre una serie che procede a tentoni.

Postato il 05/09/2026