A new era of evil.
Il riassunto Bryan, un corriere sanitario, si ritrova suo malgrado a lottare per la sopravvivenza mentre una notte fatidica e terrificante precipita nel caos. Imdb
Il commento Con un approccio molto diverso al franchise di Resident Evil rispetto ai pur pregevoli film di Anderson, Zach Cregger mescola umorismo con horror ma con un atteggiamento che non è quello di “horror cazzone”, ma molto più vicino a quello dell’Evil Dead di Raimi. L’horror è serio, fa paura quando deve, non risparmia botte di ogni genere (body horror, spaghetti, splatter, momenti di tensione) ma il punto di vista è un misto tra quello di un protagonista fuori luogo e quello di un giocatore del videogame da cui nasce la saga. Questo genera un alleggerimento mai fuori luogo. Peccato per la backstory del protagonista, assolutamente inutile e anche un po’ fastidiosa, dato il conteso.
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Quando c’è stata la reunion dei CCCP ero esaltatissimo, e infatti li ho visti due volte. Coi CSI ero leggermente più tiepido, ma comunque era un’occasione da non perdere. Per varie ragioni, sono finito a vederli nell’ultima data del mini-tour, a Catania, nel parco di una bella villa ottocentesca in una serata afosa di fine estate.
È stato complessivamente un gran bel concerto: dopo gli “Lostatobrado” che son un po’ bravi-ma-basta, son stati suonati i tre disci più o meno in ordine, mescolando solo le cose nel finale, con un brano dei CCCP e uno dei PGR, e poi nei bis. Ho trovato che le sonorità del gruppo, la cui forza è anche nella varietà dei registri, sia stata resa molto bene, grazie anche a una fonia impeccabile. Il pubblico è stato molto partecipe, e su “E ti vengo a cercare” il coro è stato quasi universale, data anche la provenienza della canzone. Si ha avuto la sensazione che fossero tutti in gran forma, tranne Ferretti, che sembrava senza voce e che è stato quasi sempre “doppiato”, cantando, da Ginevra Di Marco, e che si è presentato con un’improbabile, ma molto punk, salopette. Non una parola è stata detta fino ai ringraziamenti finali, e il set era minimale, senza nessuna decorazione, nessuno che si muovesse, con luci non particolarmente efficaci. Una delle leggi non scritte dei concerti è che, per quanto tu ti posizioni bene, arriverà sempre il Gigante Grissino di fronte a te subito prima dell’inizio, e così è stato. Tuttavia, c’era così poco da vedere, a parte la salopette di GLF, che più volte ho addirittura chiusi gli occhi per ascoltare meglio.
E ora, come ha accennato Zamboni, che succede? Siamo tutti curiosi. Però la reunion dei PGR non penso me la farò.
Un energy drink di marca Conad, reperito in un peraltro sfornitissimo supermercato di un paese etneo. Come resistere? Si presenta con un colore inusuale, paglierino, che dovrebbe richiamare l’aranciata. Non ho mai assaggiato uno yuzu vero, ma mi dicono che ricorda il mandarino: ecco, qua non ce n’è traccia, soffocato da un gusto dolcissimo (nonostante sia senza zucchero), mentre come retrogusto si avverte vagamente lo zenzero. La lattina è piccola, ma si fatica ad arrivare in fondo. Non mi è piaciuto, però io mi piaccio lo stesso.
Einaudi,2026,432 pagine