Un blog fuori tempo massimo

L'isola pianeta e altri settentrioni

di Giorgio Manganelli

L'isola pianeta e altri settentrioni Adelphi,2006,321 pagine
La cosa più affascinante di questa raccolta di brevi reportage di viaggio in Nord Europa è il fatto che siano stati svolti tra il 1971 e il 1989, e quindi si possa gustare una visione di quelle regioni profondamente diversa dai nostri tempi, diciamo dai voli low-cost in poi fino all’overtourism dell’Islanda. Quest’ultima, che dà il titolo alla raccolta, è sicuramente la regione che ha più affascinato l’autore, che non nasconde la sua meraviglia per questa terra remota, solitaria, magica, severa e inaccessibile. Alcuni di questi aggettivi valgono ancora oggi: non tutti. E ci sono molti altri segni dei decenni passati: la Finlandia che era non ostile, quasi in simbiosi, con l’Unione Sovietica; la Norvegia ancora nazione più di pescatori che di ricchi di petrolio; le Faer Øer dove si pescavano le balene e in cui era vietato l’alcool ai turisti; la Germania che non era ancora completamente ricostruita dopo la guerra e che era ancora divisa. Ma soprattutto mi ha colpito il fatto che, ogni volta che si parla di Copenhagen, Manganelli si riferisca come a una città permissiva, godereccia, in qualche modo corrotta. Alla sua prima visita, tappa verso l’Islanda, la detesta, alla seconda la scopre meglio e la apprezza, ma il giudizio morale rimane. Ho poi scoperto il perché: la Danimarca è stata il primo paese a depenalizzare la pornografia, e Copenhagen negli anni ‘70 aveva quest’aura di “città del peccato” che oggi, in parte, diamo ad Amsterdam.
Al di là del distacco temporale, Manganelli scrive molto bene, e i suoi raccontini di viaggio sono spesso incisivi. A tratti fa proprio il turista e indugia un po’ troppo sulle architetture, altre volte crea ponti tra le opere degli scrittori vissuti in una città e le città stesse, non sempre a proposito. Il meglio lo dà quando indaga l’anima dei luoghi che visita attraverso le persone e l’atmosfera generale che si respira. E questa, secondo me, è la vera essenza dei viaggi.

Postato il 26/05/2026