Einaudi,2004,176 pagine
Non uno dei Murakami migliori. La ricetta è sempre la stessa: commistione tra un Giappone ultrarealistico con un mondo magico che lo affianca e lo interseca. In questo caso, il libro (breve) si svolge tutto in una notte, con alcuni personaggi le cui vicissitudini si intersecano. A volte Murakami gioca col cinema, descrivendo stanze e situazioni come se fosse una sceneggiatura vera e propria (anzi, vista la lunghezza del libro, non mi stupirebbe se fosse una sceneggiatura rimaneggiata), e i personaggi hanno sempre quel tocco che li rende interessanti e memorabili, però la sensazione è che l’autore non avesse un granché da dire.
Postato il 24/05/2024