Questa trattoria genovese in zona Foce, scelta per una cena con tre ex-colleghi per sparlare della gente che conosciamo, è stata decisamente apprezzata.
Uno dei commensali è in carrozzina elettrica e il locale si è rivelato perfettamente accessibile, ed è abbastanza piccolo (una dozzina di tavoli) e complessivamente tranquillo.
Il menu è sostanzialmente genovese, tendente ai piatti di terra, coi classici piatti per le trattorie: trofie al pesto, pansoti, ravioli al tocco, baccalà, acciughe fritte. C’è nel menu anche qualcosa di piemontese: vitello dai piedi tonnati, tartare di Fassona. Io ho preso una focaccina allo stracchino fritta che era…fritta! Molto fritta! L’antipasto misto è abbondante, lo consigliano per due, e ci sono frittini, uova ripiene, salame, insalata russa.
Ci sono anche piatti del giorno, e io ho preso una “zuppa del contadino” con crostini al burro che temevo fosse la classica zuppa in busta del supermercato, ma invece mi è parsa proprio fatta da zero. I primi standard, ravioli e pansoti, mi dicono che fossero sopra la media.
Ho preso come dolce la crostata. La crostata è il mio dolce preferito, ma solo se la frolla è fatta bene e la marmellata buona. Visto che il resto era ok, ho deciso di provare e sono rimasto molto soddisfatto: una crostata come Manitù comanda!
La carta dei vini è abbastanza limitata, dato il carattere del ristorante. Ho preso una Ribolla Gialla al bicchiere che ha fatto il suo dovere.
Tutti abbiamo preso antipasto, primo e dolce e il conto è stato un corretto 34 euro a testa.
Si tratta di un posto un po’ fuori dai miei giri, ma non è facile trovare una trattoria semplice e curata come questa, e penso ci tornerò.
Nota: occhio a non confonderlo con il ristorante gemello “Le Cicale - ristorante” che magari è buono ma è caro come il fuoco.