I Matetti, ovvero “I bambini”, è un’anomalia nella ristorazione alassina, che è fatta di ristoranti di pesce sul lungomare, troppo cari, tutti col tataki di tonno, e spesso neanche tanto buoni.
I Matetti non è in una zona di passaggio, è sulla strada principale più trafficata, non ha di solito tavoli fuori (ne mettono qualcuno in estate, ma non sono un granché, vista la vicinanza nella strada) ed è arredato piuttosto pacchianamente con vecchie foto e pubblicità vintage. Ci sono una ventina di tavoli e a tratti è piuttosto rumoroso. Tuttavia, ed è questa la vera anomalia, si mangia bene a prezzi modici. Il menu è fatto di piatti della tradizione, sia mare che terra, e accanto al menu fisso si alternano altri piatti su base settimanale (ad esempio, il venerdì ci sono i totani ripieni). La qualità media è davvero buona, le porzioni abbondanti e i prezzi corretti. Come se non bastasse, offrono anche un pre-antipasto con farinata e un dolcetto con frittelle (che, a richiesta, viene anche reiterato finché non ne potete più). E’ un posto, per capirci, frequentato dai vecchietti locali.
Per noi vegetariani c’è una discreta scelta. Questa volta ho mangiato pansoti in salsa di noci e farinata, roba consueta ma corretta. Nell’antipasto misto ci sono delle eccellenti torte di verdura (dividetelo con un onnivoro, le parti di pesce sono notevoli), e il pesto è molto buono.
Tutto questo, evidentemente, si porta dietro il fatto che è molto difficile trovare posto dai Matetti. Accettano prenotazioni solo via Whatsapp, e, questa è la clausola diabolica, entro al massimo una settimana. Quindi non potete fare i furbi e prenotare la vostra cena per l’estate prossima, ma ricordarvi una settimana prima e sperare che qualcun altro non abbia avuto la stessa idea e sia stato più veloce. Inoltre, di sera applicano quell’orribile abitudine di fare “i turni”, quindi magni o alle 19.30 o alle 21. Soluzione? Andate a pranzo fuori stagione, ancora meglio se in un giorno feriale. Ne varrà la pena, credetemi.