Un blog fuori tempo massimo

“I fiji de…” porta un nome assolutamente inspiegabile, anche se consideriamo che è stato mantenuto dalla precedente gestione. Il richiamo a una trattoria romana non ha nulla a che vedere con un ristorante che fa cucina da ristorante, non da trattoria.
La location è splendida: nella parte più alta dietro della frazione Moglio ad Alassio, vanta una vista sul mare e sulle colline davvero meravigliosa, che non stanca anche chi ci è abituato. Abbiamo avuto la fortuna di trovare una bella giornata invernale e abbiamo pranzato all’aperto sotto un piacevole sole dicembrino. Qua, per quanto mi riguarda, finisce il buono del ristorante. Da vegetariano, nel menu ci sono solo le trofie al pesto, che mi faccio a casa quando voglio. Mi hanno concesso di cambiare i ravioli di verdura col sugo di polpo con un burro e salvia. I ravioli erano fatti in casa e molto buoni, ma ho pur sempre mangiato ravioli burro e salvia in un ristorante un po’ pretenzioso. I commensali se la son cavata meglio con un polpo con verdure, ravioli di carne e un coniglio chiamato “alla ligure” che però mi è parso qualcosa di diverso, a partire dal fatto che è stato servito disossato e su un letto di purè. Era stato anche diviso un fritto di mare che era corretto. Insomma, non mi è parso che ci fossero punti esclamativi di gioia sulla testa della gente. Il dolce che ho preso, spacciato per “cassata” era un semifreddo al pistacchio con uno strano retrogusto che ho rifilato ai commensali. C’era anche una crema di mascarpone con pesche sciroppate e amaretti e l’immancabile tiramisù.
Ho da ridire anche sul servizio, piuttosto lento e con qualche errore (mancavano i bicchieri per l’acqua nel tavolo, e quando ho chiesto che vini rossi al bicchiere rossi ci fossero mi è stato detto che non ce n’erano, salvo poi vederne girare). I prezzi sono leggermente più bassi dei ristoranti analoghi nel centro di Alassio ma mi è rimasta la sensazione che non ne valga la pena. Anche se è a 100 metri da casa mia.

Postato il 29/12/2025