Un blog fuori tempo massimo

Non hanno un amico “Non hanno un amico” è il podcast quotidiano di Luca Bizzarri, attivo ormai da tempo, con alti e bassi. Di recente, diciamocelo, più bassi, Bizzarri sembra insistere sempre sugli stessi temi (il narcisismo di chi sta sui social soprattutto) con un livore che va oltre l’intento satirico del podcast e con una certa ripetitività.
A sorpresa, però, a fine gennaio son stati pubblicati tre episodi lunghi su un argomento meno di attualità: la storia di Enzo Tortora presunto camorrista. Lo spunto, evidentemente, nasce dal fatto che sta per uscire la serie di Bellocchio e quindi la storia è tornata di moda, ma ascoltandolo si capisce che è qualcosa che sta molto a cuore a Bizzarri. Il racconto parla di Tortora come uomo, della sua carriera televisiva e il suo successo fino al patatrac, e da lì le vicende giudiziarie, la carriera politica di Tortora e tutte le conseguenze della sua vicenda. La narrazione è tutt’altro che neutra, è proprio arrabbiata nei confronti di un sistema che ha permesso un errore giudiziario di questa portata: i magistrati incapaci o talmente con la testa nel culo da non voler ammettere i propri errori; i camorristi spietati, che avendo visto un appiglio ci si sono buttati, forse anche per meschine ragioni personali; i giornalisti, iene che non hanno pietà e non hanno nessun dubbio sulla colpevolezza del presentatore e infieriscono su di lui e la sua famiglia. Ma, a parte questo, il messaggio che trasmette, anche attraverso le parole di Tortora stesso, è di preoccupazione: “È capitato a me, potrebbe capitare anche a voi”. La giustizia è fatto di esseri umani, e gli esseri umani sono fallaci. Ma a volte, per malafede, incompetenza o sciateria, accade l’impensabile. Il podcast insiste molto su questi temi, anche al di là della vicenda specifica.
Ho scritto sopra che ritengo che “Non hanno un amico” ecceda in livore e rabbia. In questo caso, ho trovato che fosse un ingrediente fondamentale.

Postato il 03/02/2026