Cos’è: Un’avventura a metà tra i vecchi Zelda 2D (per la visualizzazione) e i metroidvania (per le meccaniche). La cosa più curiosa è che parte dell’avventura è trovare il manuale del gioco stesso, scritto in una lingua incomprensibile ma che fornisce vari indizi.
Com’è: Ahimè, per quanto mi affascinasse l’idea del manuale in lingua sconosciuta, ho trovato Tunic troppo difficile e frustrante per uno che nei videogame cerca relax come me. Ho deciso, dopo averlo abbandonato brevemente, di terminarlo “barando” usando la modalità accessibilità che permette di essere invincibili, e anche con questo la parte esplorativa è molto sfidante e richiede ampio ricordo a guide online. Nonostante questi che per me sono difetti (per altri, evidentemente, no) mi è parso un gioco ben pensato con un’atmosfera molto affascinante e un sacco di belle idee. Peccato.