Mondadori,2021,218 pagine
Allora, premetto che il genere non è la mia coppa di tè, né in letteratura né al cinema, quindi potrei dire svarioni. Mi è abbastanza piaciuto, nel complesso. Sembra essere tutto “by the book”: l’ambientazione colombiana, il protagonista anonimo (di fatto e letterariamente), qualche bella donna (e una scena di sesso!), molte scene d’azione, dialoghi da uomini duri, anche una trama che gira intorno a una specie di McGuffin. Queste ultime due sono le cose più riuscite: dialoghi con battute fulminanti da film americano, e un’ottima padronanza dell’azione, cosa che in letteratura secondo me è assai difficile. D’altronde, ho faticato a seguire qualche snodo (ogni tanto son dovuto tornare indietro) e capire il senso di molti personaggi se non nell’economia di una serie (il team completo che compare all’improvviso, Coriolano, gli altri personaggi milanesi) e secondo me andavano unificati i personaggi di Angelito e Suerte in un solo, oppure dare più spazio a Suerte. Agisce un po’ come la scheggia impazzita, il “granello di sabbia negli ingranaggi”, quindi è fondamentale nella trama, ma compare pochissimo. La metafora del pozzo è tutto sommato ok, anche se forse alla lunga stanca un po'.