Un blog fuori tempo massimo

La vita segreta Adelphi,2017,222 pagine
Stento davvero a capire il senso di questo libro, o meglio, ho detestato profondamente la sua ridondanza, ma mi sfugge anche il suo senso. Si tratta di tre reportage, o meglio, meta-reportage in cui l’autore affronta alcuni temi rilevanti nella vita digitale moderna. Si inizia con 90 interminabili pagine in cui cerca di scrivere un libro con Edward Snowden, in cui dopo poche pagine emerge la personalità paranoide, infantile, incapace di gestire gli impegni dell’autore, affiancata ai suoi atti di eroismo. Il resto è noia, noia, noia.
Nel secondo reportage O’Hagan costruisce un’identità virtuale a partire dalle informazioni sulla tomba di un ragazzo morto giovane. Non si capisce bene lo scopo, che arriva fino a explorare il deep web, appare tutto quasi un gioco, smontato poi all’improvviso. Molto inconcludente.
Leggermente più interessante è l’affaire Nakamoto, in cui l’auore segue un matematico che potrebbe essere effettivamente Satoshi Nakamoto, inventore dei bitcoin, e nel suo mettersi nelle mani di avvocati e imprese che, a seguito di questa rivelazione, dovrebbero fare un sacco di soldi. Similmente a Snowden, Craig, il matematico in questione, è presentato come un essere umano incapace di condurre una vita, e sebbene meno odioso l’insistenza nell’esplorare questo personaggio è estenuante. Tanto più che, in un anticlimax, alla fine non si capisce se è veramente Nakamoto o meno.
Libro assai noioso, sconsiglio.

Postato il 05/03/2022