Garzanti Libri,2010,252 pagine
Scerbanenco secondo me dà il meglio nei suoi racconti, e più sono neri più è a suo agio. E’ per questa ragione che, in generale, è la prima parte di questo libro, quella su peccati capitali, è quella che funziona meglio. E’ dove l’autore riesce a esplorare le piccolezze e le sordidità degli esseri umani; plauso in particolare al racconto sull’invidia. E però il racconto migliore tra tutti per me è nella seconda parte (ma poi, esistono davvero le “sette virtù capitali”?), quello relativo alla speranza, che segue una storia d’amore irrisolta per una vita.
Postato il 29/05/2022