Marsilio,1875,624 pagine
Ma io non lo sapevo che esistesse il concetto di Verneverso, e che l’Isola Misteriosa, pur essendo una versione scientificamente accurata (con qualche esagerazione, secondo me) di Robinson Crusoe, fosse un crossover con ben altri due romanzi di Verne. Anche se, devo dire, che dopo essermi imbattuto nel primo, il secondo lo avevo previsto. Questa cosa, anche in tempi di multiversi con continuity e crossover assurdi, mi ha sorpreso e deliziato.
A parte questo, è un bel romanzo di avventure per ragazzi. Scritto abbastanza bene, con qualche lungaggine qua e là (620 pagine son troppe per il tema, e c’è anche un finale molto affrettato) e qualche eccesso di esclamativi, presenta un cast di personaggi molto piatto, con un bamboccio per identificarsi e un certo inevitabile razzismo/colonialismo data l’epoca in cui è stato scritto, e un curioso filo-americanesimo. Inoltre, come accennato sopra, è interessante l’approccio scientifico in cui la Natura viene piegata alla Dea Ragione (il protagonista è il leader ingegnere che ha una cultura scientifica onnicomprensiva, dalla chimica alla meccanica all’ingegneria navale)…salvo poi aver bisogno di un deus ex machina quando gli sforzi della mente non bastano più. <