Knopf,2022,401 pagine
In questa storia di programmatori di videogiochi ci son parecchie cose buone: innanzitutto, la rappresentazione documentata del mondo dei videogiochi. L’autrice sa di cosa parla. Più importante, l’invenzione di un trio di personaggi molto originali e sfaccettati e, cosa ancora più interessante, la narrazione delle tre relazioni tra di essi, tutte ben pensate, mai banali e con una parabola specifica. Piaciuto di meno, però, l’eccesso di melodramma qua e là (orcaloca ma quante ne succedono al povero Sam, a volte sembra Candy Candy!) e, cosa che mi ha dato fastidio, una visione romanzata ed edulcorata del mondo dello sviluppo dei videogiochi, che oggi è brutale (forse di meno ai tempi in cui è ambientato il libro) e, soprattutto, la visione calvinista del lavoro come purificazione e salvezza da ogni male. Hai un problema? Lavora di più, andrà tutto a posto!