Adelphi,2018,318 pagine
Un libro di difficile inquadramento: un incrocio tra reportage giornalistici, memorie, libro di viaggi, racconti di costume. Brian Phillips va in giro per il mondo e racconta quello che vede con il suo sguardo attento, ma non dimentica quello che ha sotto casa: quindi dopo un capitolo dedicato al business di “vedere le tigri mangiauomini” in Asia e uno a una corsa di cani in Alaska, può dedicarne uno alla sua visione di un vecchio film di fantascienza sotto antidolorifici nel cinema dietro l’angolo, e uno, forse il migliore, alla storia della sua cittadina, nata nel boom petrolifero, attraverso la tragica storia di una delle sue protagoniste e della famiglia dell’autore. C’è un vago filo conduttore dato dalla presenza delle civette, citate in qualche modo nella maggior parte dei capitoli, ma sembra più un piccolo vezzo che qualcosa di sensato: la realtà è che sembra che Phillips parli di quello che gli va, e complessivamente lo sa fare bene.