Mondadori,1889,248 pagine
Classicone dell’umorismo che mi mancava, l’ho trovato davvero molto divertente.
È inevitabile il paragone con Mark Twain, che probabilmente scrive meglio ed è più acuto, ma ho trovato che Jerome abbia una leggerezza tutta inglese che a Twain, roboante americano, manca. La cosa è ancora più interessante per il fatto che nelle divagazioni ci sono anche piccole lezioncine storiche e addirittura un episodio drammatico: ma tutto rimane leggero, buffo, surreale. Mio piccolo consiglio: rileggete il riassunto dei capitoli dopo i capitoli stessi. Ci sono delle piccole gag chiare solo dopo la lettura.
Postato il 13/11/2024