Adelphi,1996,277 pagine
Questi racconti di Shirley Jackson sono stati originariamente pubblicati su rivista, e si nota dal fatto che sono uniformi come lunghezza ma complessivamente anche come tema. Quasi tutti vertono su figure femminili in cittadine di provincia americane, e anche se qua e là c’è qualche tocco sovrannaturale, la maggior parte sono storie sottilmente perfide e critiche verso la società americana. Ci sono tante piccole e grandi cattiverie, un sacco di pettegolezzi, soprattutto molte donne inquadrate nel loro ruolo al punto da non vedere a un palmo dal naso. È probabilmente esemplare, da questo punto di vista, l’epilogo autobiografico con la surreale conversazione con la redattrice del giornale locale, che come molte donne nei racconti semplicemente non ascolta chi le parla.
Come è inevitabile, ci sono racconti più o meno riusciti (trovo che Jackson riesca male quando cerca di fare umorismo esplicito, mentre sorprende nei racconti più esplicitamente romantici) ma complessivamente sono un prezioso compendio alle opere più note dell’autrice, mostrano i temi a lei cari con strutture e tono differenti. Ah, e sono anche divertenti da leggere!