Neri Pozza,2024,422 pagine
Un thriller da manuale, nel bene e nel male: una protagonista tormentata, omicidi misteriosi,un passato che si voleva dimenticare che ritorna, una fuga on the road, colpi di scena a manetta. Barbato è molto a suo agio in tutto questo, e il libro è scritto bene, non solo nel suo essere un “page turner”, cosa obbligatoria per il genere, ma anche per una certa ineffabile eleganza. Ci ho visto, nelle tecniche di scrittura, molto King. Però, come si deduce dall’elenco qui sopra, i cliché abbondano, non tutti i passaggi hanno senso e anche tutta la trama alla fine mi è sembrata un’impalcatura molto fragile. Infine, l’autrice evidentemente ci teneva a creare cinque figure femminili con un’identità precisa, ma è riuscita a trovare un ruolo sensato solo a tre. Le ultime due fanno poco o niente, sono delle maschere più che dei personaggi.