Sonzogno,2001,483 pagine
Scrivendo un libro di misteri archeologici con sette segrete millenarie e i segreti della Chiesa Cattolica si possono ottenere diversi livelli di qualità: può essere un gioiello come “Il Pendolo di Focault”, un Indiana Jones, un Martin Mystére (che ne ha viste di tutti i colori) o si può finire dell’abisso di Dan Brown. Ecco, il romanzo di Asensi è più assimilabile a quest’ultimo, e anche se non ne condivide la demenza e la sciatteria, non è certamente un capolavoro. La storia della setta che preserva la Vera Croce e che vive in un Paradiso Terrestre e sottopone a prove i suoi iniziati è del genere del Codice da Vinci (che però precede di un paio d’anni), anche se le prove, che costituiscono gran parte del libro, sono molto più vicine a Indiana Jones (e ad alcuni tipi di videogame). Il libro è molto improbabile, non molto coerente e, a dirla tutta, neanche scritto molto bene, però ha dalla sua il merito di inventarsi un trio di protagonisti originali e molto ben assortito, di conoscere discretamente il Purgatorio di Dante e, tutto sommato, di lasciarti la voglia di vedere come va avanti. Ma non di leggerne il seguito.