Un blog fuori tempo massimo

Cleopatra e Frankenstein Einaudi,2022,488 pagine
Trovo che uno dei luoghi comuni della narrativa e del cinema moderni sia la rappresentazione dei newyorkesi come gente insopportabile, piena di sè, cinica, dedita alle sostanze e schiava delle mode del momento. Cleopatra e Frankenstein conferma questa tendenza: la storia d’amore tra Cloe e Frank, artista e pubblicitario (ancora pubblicitari? E basta!) è un vortice di autodistruzione, gente ricca o che vive da ricca senza poterselo permettere, droghe, sesso occasionale, alcool, amicizie tradite. Il tono, tuttavia, non è tragico e nemmeno drammatico: è più tra il leggereo e l’inevitabile. I due sono il fulcro della narrazione, ma più capitoli sono dedicati a personaggi che ruotano intorno alla coppia, costruendo una sorta di romanzo corale.
E però, in tutto questo, ci sono alcuni personaggi tangenti alla compagnia di Cleo&Frank, che hanno tutta l’empatia e l’umanità che manca a quelli, e che fungono quasi da figure salvifiche. Due capitoli in particolare sono scritti in prima persona da uno specifico personaggio, che è quello con cui tutti si identificheranno. “Cleopatra e Frankenstein” è un buon libro, ben scritto e ben strutturato, ma trovo che sia quest’ultima scelta stilistica a dare una prospettiva del tutto diversa a quello che è stato raccontato, e renderlo più memorabile.

Postato il 12/10/2025