Carocci,531 pagine
Storia dell’astronomia verbosa, colta, ben scritta e focalizzata sulle persone oltre che sulle idee e le scoperte. L’enfasi è sui primi secoli dei telescopi, quindi da Galileo fino all'800, con una trattazione dell’astronomia moderna forse un po’ sbrigativa, tanto che non si dà nemmeno notizia della scoperta di Plutone (se non mi è sfuggito)! Probabilmente la difficoltà della radioastronomia e dell’astrofisica moderna è stata reputata tale da necessitare una trattazione ad hoc. Si legge complessivamente con piacere, anche se la mancanza totale di illustrazioni pregiudica assai la comprensione delle geometrie dei telescopi, e ogni tanto l’autore si concede qualche digressione biografica di troppo a metà di spiegazioni scientifiche, cosa che fa perdere il filo.