He’s facing the ultimate challenge. And fighting for his life.
Il riassunto Rocky Balboa holds the world heavyweight championship, but a new challenger has stepped forward: Drago, a six-foot-four, 261-pound fighter who has the backing of the Soviet Union. This time, Rocky’s training regimen takes him to Siberia, where he prepares for a globally televised match in the heart of Moscow. But nothing can truly prepare him for what he’s about to face – a fight to the finish, in which he must defend not only himself, but also the honor of his country! Imdb
Il commento Uno dei caposaldi della propaganda reganiana degli anni ‘80, non l’avevo più rivisto da quella visione al cinema nel 1985/86. Fatta la tara al discorso propagandistico, a me ha colpito l’esilità del film, che vive di quattro/cinque momenti raccordati, e una tecnofobia che si sviluppa non solo negli allenamenti di Drago contro quelli nella neve di Rocky, ma anche nella sottotrama “comica” del robot servitore (apriamo una parentesi sul fatto che in quattro film non hanno ancora trovato un senso al personaggio di Paulie) e che in qualche modo rientra in una politica conservatrice, e che comunque è la cosa più invecchiata in un film che per il resto ha un valore storico. L’esilità del film si vede anche dai diversi momenti musicali, mentre il training montage ha il valore di essere incrociato con quello di Drago, ma è meno esaltante. Nota di demerito per l’adattamento italiano con “Ti spiezzo in due” al posto del molto più significativo “I must break you”.