Un blog fuori tempo massimo

Works

di Vitaliano Trevisan

Works Einaudi,2016,704 pagine
L’autobiografia lavorativa di Trevisan, dai tardi anni settanta ai primi duemila, racconta moltissimo dell’Italia in questo periodo, ma soprattutto della realtà del nord-est della piccola e media impresa. La regolarità del lavoro nero, la trascuratezza delle misure di sicurezza, l’alcolismo, il razzismo, i “padroni” schiavisti o imbecilli, la corruzione della pubblica amministrazione, l’ingerenza della politica, ce ne è proprio per tutti. Eppure, non è un trattato sociologico/politoco, è solo la storia di uno che queste cosa se le è vissute sulla propria pelle, e per questo sono molto vive. Non che l’autore sia un santo, anzi, a me è rimasta una profonda antipatia per l’io narrante, per la sua arroganza, vanità e autoindulgenza (di cui, secondo me, non si rende conto), ma questo poco conta.
L’autocompiacimento di Trevisan si vede anche nella sua scrittura, fatta di periodi lunghi e nervosi, con grandi incisi, divagazioni, punteggiatura a più non posso. Viene paragonato a una scrittura jazz, mi pare sensato. É raro che uno scrittore si possa permettere di imitare Proust, ma Trevisan in effetti padroneggia questo stile: ciononostante, pur riconoscendone le abilità tecniche, non è di mio gusto.

Postato il 03/01/2023