Adelphi,1952,883 pagine
L’intento di Grossman è chiaro, e anche confermato da riferimenti espliciti: vuole fare il Guerra e pace del Novecento e dell’Unione Sovietica. Una miriade di personaggi (sia lode all’edizione con lo specchietto in appendice) che si intrecciano in parti belliche e parti civili. Ci riesce? Eh, non proprio. Grossman non è Tolstoj, non ha la stessa potenza narrativa, la stessa conoscenza dell’animo umano, la stessa abilità nel concertare l’azione. Quindi, insomma, questa corposa (850 pagine fitte fitte) storia dell’assedio di Stalingrado durante la Seconda Guerra Mondiale a volte traballa, i personaggi non spiccano e si tende a confonderli perché spesso sovrapponibili, ci sono parti il cui senso sfugge (per dire, quella nella miniera degli Urali o la storia tra Strum e Nina a Mosca). Contrariamente al libro di Tolstoj, in cui di solito si preferisce la parte di “pace”, è nell’azione bellica che Grossman spicca, dimostrando approfondite conoscenze e capacità di raccontare l’epica della battaglia. Le pagine dell’assedio alla stazione sono il picco del libro e me le ricorderò a lungo.
Va valutato il contesto in cui il libro è stato scritto, ovvero l’URSS del dopoguerra, quando lo stalinismo era al suo apice, e la cautela di uno scrittore per rimanere nell’ortodossia e non finire in un gulag è palpabile. Le parti più retoriche sull’animo eroico russo, sulla perfezione della macchina sovietica e il ritratto di Stalin come un padre bonario ma fermo vanno chiaramente in questa direzione, e la postfazione ricorda come si siano individuate addirittura undici edizioni. Eppure, il fascino del sogno comunista viene trasmesso e rimane la sensazione di “ma che bello che sarebbe stato se fosse stato vero”.
Ho scoperto solo alla fine che il volume è la prima parte di una dilogia, il cui seguito Vita e destino è descritto dalla postfazione come meno narrativo e più filosofico. E insomma, anche se molti destini dei personaggi sono rimasti appesi alla fine di Stalingrado, non mi è rimasta moltissimo la voglia di affrontare il secondo libro.