Un blog fuori tempo massimo

L'arte della gioia Giulio Einaudi Editore,1998,540 pagine
L’introduzione e le verbose postfazioni al libro di Goliarda Sapienza insistono molto sulle sue difficoltà editoriali, dicendo più o meno esplicitamente che il libro è stato censurato, o che era troppo avanti per i suoi tempi, o comunque che è mancato il coraggio di pubblicare un capolavoro. Io la penso almeno in parte diversamente: L’Arte della Gioia è un buon libro, ma poteva essere un capolavoro se fosse stato rivisto come si deve, magari con un pizzico di umiltà.
La prima metà è straordinaria: la protagonista Modesta è un personaggio più che memorabile, i comprimari sono eccellenti, la Sicilia del primo ‘900 è più viva che mai e la progressiva maturazione intellettuale, morale, politica e sessuale di Modesta è costruita con perizia. Sapienza, poi, scrive benissimo. Ma a un certo punto qualcosa si rompe: il libro inizia a diventare ripetitivo e a trascinarsi stancamente; quasi tutti i nuovi personaggi sono superficiali, a volte quasi delle macchiette, e si confondono gli uni con gli altri. Sembra spesso di leggere una bozza di un libro che voleva essere ancora più lungo ma che non si ha avuto il coraggio di tagliare, o addirittura un patchwork di più idee di libri messe insieme. Peccato.

Postato il 30/10/2024