Un blog fuori tempo massimo

Fuoco pallido Adelphi,1962,321 pagine
Tra i libri di Nabokov che ho letto, mi è parso il più complesso e stratificato. Si tratta di un commento a un poemetto di 999 versi redatto da un letterato conoscente dell’autore defunto. All’inizio ci ho visto una delle caratteristiche di Nabokov: un protagonista che è una persona orribile, da diversi punti di vista, ma in realtà, pur rimanendo fermo questo punto, l’autore gioca sulle intersezioni tra realtà e finzione, ed è davvero difficile capire cosa sia la realtà nel mondo del libro, o cosa sia nel mondo parallelo immaginato dall’autore (e qui quali siano bugie esplicite e quali fantasie),o addirittura quali siano i riferimenti al mondo reale al di fuori del libro. Lo si potrebbe quasi definire un romanzo lynchano: David Lynch è arrivato dopo, ma l’aggettivo se lo è preso lui. (nota personale: non ho idea se il poemetto sia poesia buona o spazzatura. Propendo più per la seconda)

Postato il 13/03/2025