Rizzoli,393 pagine
Barbara Fiorio riprende molti dei suoi argomenti preferiti: le fiabe, l’ironia, il rock’n’roll e il liceo classico, in un romanzo per ragazzi che però secondo me è pensato per gli adulti (lei dice nella postfazione che è per entrambi, ma io sinceramente non ce lo vedo un adolescente a leggere “La palestra dei desideri”). Oltre ai suoi temi prediletti, c’è anche una storia di adolescenti alle prese con amorazzi e piccoli e grandi problemi dell’età, con una protagonista che l’autrice non nasconde essere ispirata a se stessa: e come tutti gli adolescenti, fanno tenerezza, gli vuoi bene, ma vorresti anche prenderli a calci nel sedere.
La scrittura è fluida, piacevole, un capitolo tira l’altro, la parte fantasy e quella reale si intersecano abbastanza bene (a volte qualche stridore lo si sente) e ci sono molti personaggi secondari ottimamente caratterizzati: ognuno troverà il suo preferito (il mio è Babbo Natale). Si finiscono le oltre 400 pagine in una caduta di stellina. E ci ritrova, inevitabilmente, a pensare a quali sono i propri desideri d’oro.