Sellerio Editore,445 pagine
La verità: questo libro non è malaccio, ma il titolo e la sua combinazione col nome dell’autrice sono la cosa migliore. Questa guida è divisa in più sezioni con microcapitoli, ma più in sostanza ci sono due parti: la prima è in effetti un Novella 2000 del ‘700, in cui si racconta cosa combinava la nobiltà inglese, a partire dalla famiglia reale, che in quel secolo si è espressa per bene come materiale da pettegolezzo, e poi a scendere nella nobiltà “comune”; la seconda è invece una serie di piccole curiosità sulla vita dell’Inghilterra di quel periodo, con focus sui nobili ma senza trascurare anche la classe media e il popolino, ficcandoci anche qua e là qualche pepato aneddoto.
Trovo curioso che l’impressione più forte che mi è rimasta è lo spietato disprezzo dell’autrice nei confronti di quello che parla. Mi sarei aspettato un minimo di quell’aura di fiaba che circonda la nobiltà del ‘700, ma qui prevale il crudo realismo: nobili stupidi e ignoranti, re incapaci quando non pazzi, una società immobile nei suoi errori e i suoi pregiudizi, un popolo ignorante e inconsapevole. Rimane la sensazione di una studiosa che ha scritto un libro ammiccante “per campare” ma non ha potuto fare a meno di non indorare la pillola. Ne risulta un libro sufficientemente curioso, ben scritto e documentato, ma non mi è rimasta la voglia di leggere l’analogo tomo della stessa autrice sul ‘700 francese.