Un blog fuori tempo massimo

I sette mariti di Evelyn Hugo Mondadori,2017,420 pagine
Lo spunto è di quelli interessanti: una diva dagli anni ‘50 in poi (a naso l’ispirazione più forte è Liz Taylor) racconta la sua vita, i suoi amori, la sua carriera e i suoi eponimi sette mariti. Il ritratto della Hollywood di un certo periodo e del divismo, già in discesa, è preciso e rilevante fino a un certo punto. Hollywood è descritto solo attraverso le rivalità dei divi: poiché è una diva che racconta la sua vita, ha un suo senso, ma rimane l’idea di una visione parziale. La storia comunque fila benissimo, con gli anni che passano, i mariti e i piccoli e grandi colpi di scena. Ci sono forzature non da poco per mandare avanti la trama, ma con un po’ di sospensione dell’incredulità e adeguandosi allo spirito da feullietton ci si passa sopra, seppure con un “e vabbè…” qua e là.
Però quello che proprio mi ha infastidito è la cornice, la storia di “Monique” che intervista Evelyn, posticcia e chiaramente pensata per far identificare il pubblico e piazzare il libro nella categoria “chick lit”. Il tentativo nel finale di legare le due storie mi è sembrato davvero patetico. Peccato.

Postato il 11/11/2021