Un blog fuori tempo massimo

Vampyr. Storia naturale della resurrezione Einaudi,415 pagine
Che qualcuno in Einaudi dia un editor al professor Francesco Paolo de Ceglia, o, se ce l’ha, che gliene dia uno migliore. Il saggio di de Ceglia è un trattato antropologico sul vampirismo in Europa prima dei vampiri. Prende in esame varie culture (soprattutto quelle slave, ma non solo) e le varie creature che tornano dalla tomba, valutando le relazioni con altri miti e con le religioni. E’ interessantissimo, motlo colto e documentato. Ci sono un sacco di informazioni, di approfondimenti, di idee e di collegamenti. Ed è completamente illeggibile, a due livelli: quello della sintassi, e quello dell’organizzazioni dei contenuti; per il primo, apro il libro a caso e cito:
“Ogni tanto, si racconta persino che nel suo petto - fosse nato o no con la membrana amniotica - battessero due cuori differenti. Associati a due anime distinte. Simili a quelle che si credeva albergassero nel corpo dei non lontanissimi sciamani. Ad alcuni dei quali, per dirla tutta, si attribuiva un analogo cannibalismo, energetico-spirituale, più che fisico in senso stretto. E’ solo una similitudine. Che - si previene l’obiezione - può non implicare origini comuni.”.
È tutto così, con queste frasette sospese che rendono la lettura faticosissima. Ma anche a livello più ampio, l’autore tende a saltare di palo in frasca, seguendo un flusso di pensieri tutto suo, molto disordinato, che lo rendono difficile da seguire. Con il proseguio della lettura ci si abitua un po’, o forse il prof si è dato una regolata. Che peccato, però, tutto questo ben di dio esposto così male.

Postato il 17/09/2024