The Life and Opinions of Tristram Shandy, Gentleman
di Laurence Sterne
Penguin Classics,1767,735 pagine
Ho avuto un rapporto complicato col Tristram Shandy. Si tratta di un romanzo faticoso da leggere, per la sua struttura (o, meglio, la sua programmatica assenza), per la mancanza di una trama precisa che guidi il lettore, per l’erudizione che Sterne dissemina nel libro, travestendola in ogni modo, per le continue divagazioni; è ostile addirittura dal lato tipografico, con l’uso smodato di trattini di varie lunghezze che supportano uno stile strabordante di incisi. Confesso che, leggendolo, a tratti l’ho detestato.
Eppure, arrivato in fondo, guardandomi indietro tutte queste cose mi sembrano indice di una forte personalità letteraria e quindi assolutamente memorabili. A queste aggiungiamo pure il delizioso personaggio di zio Toby e del suo valletto Trim, l’ironia tutta britannica che si concede anche qualche licenziosità, la quantità di invenzioni, di sperimentazioni e di sovvertimenti delle consuetudini letterarie che meravigliano continuamente.
Non è un libro facile, e sinceramente non posso dire di averlo amato, ma sono contento di averlo letto.