Katabasis
di R.F. Kuang
Mondadori,2025,576 pagine
Per tutta la lettura sono rimasto indeciso se chiamare questo libro Kagatabasis o Kazzatabasis. Decidete voi, ma il mio giudizio intanto l’ho espresso.
Di Kuang avevo già letto Babel, che complessivamente mi era piaciuto, pur con alcune riserve, e la premessa di questo libro mi attirava: una discesa all’inferno di un’accademica di Cambridge che studia magia per trovare l’anima del proprio professore per strappargli una raccomandazione (!) usando come fonte le varie discese all’inferno della letteratura (Dante, Orfeo, Ulisse, Eliot…). Appare ben presto che l’autrice non sa bene che pesci pigliare per raccontare questa storia, vagando da una specie di dungeon crawler a livelli, a una lamentazione continua e ossessiva di quanto è duro fare il ricercatore, all’invenzione di un sistema magico che non sta in piedi (aveva fatto la stessa cosa in Babel) e a una confusissima topologia dell’Inferno di cui non si sentiva il bisogno. In generale, mi ha abbastanza annoiato, e ho trovato il libro davvero poco ispirato: una buona idea che non ha trovato uno sviluppo adeguato. Senza grosse sorprese, il viaggio all’Inferno diventerà un viaggio per trovare se stessi. Ma no!
L’edizione Mondadori è spettacolare da vedere. Meno da leggere.