Un blog fuori tempo massimo

La scrittrice nel buio Voland,160 pagine
Quattro capitoli, in cui i primi tre raccontano tre storie di generi differenti (nonostante abbiamo gli stessi personaggi) e il quarto le intreccia. Il primo capitolo è la storia di formazione del protagonista e il suo rapporto con un amico/nemico; il secondo è una cronaca dei salotti letterari italiani negli anni ‘60 come vista da un dottorando in letteratura; il terzo, in modo inaspettato, è praticamente un folk horror italiano. E il quarto fa quadrare le cose. Oltre ad essere decisamente originale, “La scrittrice nel buio” è anche scritto molto bene, non solo come struttura generale, ma anche come periodare, lessico, ritmo.
Un tratto notevole del libro, cosa sicuramente voluta ma che per me costituisce un piccolo difetto, è che il libro è colmo di astio: nei confronti della provincia veneta, a cui si dedica continuo disprezzo, ma anche per i genitori, l’ambiente universitario e per qualche figura secondaria che a mio parere è ricalcata su qualche conoscenza dell’autore. Tutto questo risentimento ha senso preciso nel complesso del libro, ma a volte mi è parso che Malvestio si sia fatto prendere la mano.

Postato il 21/04/2025