Un blog fuori tempo massimo

Vera Cruz

Genova, centro storico

Chelada Un altro dei miei ristoranti preferiti, è un messicano gestito da un gruppo di ragazze simpatiche e in gamba. Sempre abbastanza pieno e aperto solo di sera, è opportuno prenotare, soprattutto nei weekend. Il menu va oltre le solite fajitas (anzi, mi sa che proprio non ci sono…) e presenta diverse varianti di piatti a base di carne e pesce, con un livello di piccantezza perfettamente adeguato. Non mancano le scelte vegetariane, non troppe ma abbastanza da permettere rotazione, e di recente son state introdotte anche in versione vegana.
Quattro cose a me piacciono in particolare di questo ristorante: i tacos fatti a mano, le pannocchie grigliate, l’atmosfera in generale e la chelada. Se mi avessero detto che la birra col ghiaccio poteva essere così meravigliosa, non ci avrei creduto.

Postato il 17/01/2026


Science Night at Kuma's

Science Night In occasione di un incontro tra amici si è deciso di sperimentare alcuni prodotti scelti più o meno a caso in un Asian Store.
Da sinistra a destra: patatine all’uovo piccanti, contraddistinte da un sapore “complesso”: si inizia a sentire un vago sentore di tuorlo, poi prevale il cartone, e infine arriva un po’ di piccante.
Seguono una specie di Pringles a miele e burro, che sono state apprezzate: si sentono chiaramente entrambi gli ingredienti. L’affare successivo è più misterioso: si tratta di specie di cracker di riso con uovo (ancora), piuttosto piccanti ma sono stati graditi. Il mistero sta nell’affare verde in copertina, che forse sono piselli (effettivamente negli ingredienti in forma in polvere) e il fatto che l’etichetta in lingua comprensibili li definisce “cracker di mais”.
Infine, a destra desgli snack a base di soia, molto unti e dolciastri, anch’essi leggermente piccanti. Questi sono un gusto più particolare: uno o due sono ok, ma stancano presto.

Postato il 05/01/2026


Yopokki Jangjang

Yopokki 1 Yopokki 2 Gnocchi di riso coreani (tteokbokki) ai fagioli neri, sono un brodino marrone scuro che ricorda esattamente quello che pensate. Tappandosi gli occhi, è una gustosa salsa che ricorda il teriyaki, un po’ più piccante e con l’inevitabile aglio che non manca mai in Corea. Porzione forse un po’ piccola, non ci si cena, ma soddisfacente. I tteokbokki, come è normale, sono molto gommosi: è un gusto che non a tutti piace…a me sì! Promossi! NB: mi hanno segnalato che è previsto che la salsa sia molto più densa. Nelle istruzioni era indicato di riempire di acqua fino al segno, ma non ho ritrovato il segno.

Postato il 30/12/2025


I fiji de...

Alassio

“I fiji de…” porta un nome assolutamente inspiegabile, anche se consideriamo che è stato mantenuto dalla precedente gestione. Il richiamo a una trattoria romana non ha nulla a che vedere con un ristorante che fa cucina da ristorante, non da trattoria.
La location è splendida: nella parte più alta dietro della frazione Moglio ad Alassio, vanta una vista sul mare e sulle colline davvero meravigliosa, che non stanca anche chi ci è abituato. Abbiamo avuto la fortuna di trovare una bella giornata invernale e abbiamo pranzato all’aperto sotto un piacevole sole dicembrino. Qua, per quanto mi riguarda, finisce il buono del ristorante. Da vegetariano, nel menu ci sono solo le trofie al pesto, che mi faccio a casa quando voglio. Mi hanno concesso di cambiare i ravioli di verdura col sugo di polpo con un burro e salvia. I ravioli erano fatti in casa e molto buoni, ma ho pur sempre mangiato ravioli burro e salvia in un ristorante un po’ pretenzioso. I commensali se la son cavata meglio con un polpo con verdure, ravioli di carne e un coniglio chiamato “alla ligure” che però mi è parso qualcosa di diverso, a partire dal fatto che è stato servito disossato e su un letto di purè. Era stato anche diviso un fritto di mare che era corretto. Insomma, non mi è parso che ci fossero punti esclamativi di gioia sulla testa della gente. Il dolce che ho preso, spacciato per “cassata” era un semifreddo al pistacchio con uno strano retrogusto che ho rifilato ai commensali. C’era anche una crema di mascarpone con pesche sciroppate e amaretti e l’immancabile tiramisù.
Ho da ridire anche sul servizio, piuttosto lento e con qualche errore (mancavano i bicchieri per l’acqua nel tavolo, e quando ho chiesto che vini rossi al bicchiere rossi ci fossero mi è stato detto che non ce n’erano, salvo poi vederne girare). I prezzi sono leggermente più bassi dei ristoranti analoghi nel centro di Alassio ma mi è rimasta la sensazione che non ne valga la pena. Anche se è a 100 metri da casa mia.

Postato il 29/12/2025


La Pagoda

Albenga

La Pagoda è un tipo di ristorante che fino a una dozzina di anni fa erano molto comuni ma che ormai sono scomparsi: un ristorante cinese che fa cibo cinese, a prezzi popolari e senza avere un menu di sushi all you can eat.
Entrarci è un tuffo nel passato: un bell’odore di fritto che impregna i vestiti, decorazioni in stile più o meno cinese (insieme a quelle natalizie, visto il periodo), un menu piuttosto ampio, birra Tsing Tao nel menu piuttosto ampio. Il menu e la qualità, diciamocelo, sono nella media dei ristoranti cinesi, con gli involtini primavera che sono quelli standard, il toast di gamberi, gli spaghetti di riso e di soia, il pollo alle mandorle ecceter. Il menu concede anche qualche curiosità come “lo scrigno dei sette colori” (che è pollo con le verdure) e delle ottime melanzane fritte piccanti. Nei dessert c’è anche la Nutella fritta, e il menu bevande prevede l’immancabile Tsing Tao. In quattro abbiamo speso 80 euro mangiando a profusione. Non è certamente un posto in cui portare qualcuno per fare colpo, né per assaggiare alta gastronomia o trovare cura nel servizio e nell’impiattamento, ma se uno ha fame e magari pochi soldi in tasca ne uscirà soddisfatto. Come me.

Postato il 26/12/2025


Soul Kitchen

Genova, Centro storico

Sono vegetariano da quasi due anni, e ho imparato che mangiando fuori qualcosa si riesce sempre a trovare, magari una zuppa o quella pasta al pesto che non si nega a nessuno, però la scelta è sempre limitata. Pazienza, me la sono andata a cercare e ne accetto le conseguenze.
Per questa ragione, però, le volte che vado in un ristorante vegetariano è una piccola gioia poter scegliere tutto quello che c’è nel menu; ma non è ovviamente l’unica ragione per cui mi piace tornare da Soul Kitchen: perché si mangia dannatamente bene, con piatti originali, ben curati e a prezzi adeguati.
Il ristorante è nel centro storico di Genova, in una zona un po’ meno battuta dai turisti (San Luca), è arredato in modo un po’ estroso (oggetti riciclati, copertine di vinili…) e ha un menu che cambia abbastanza spesso, coerentemente con le stagioni contenente una maggioranza di piatti vegani, una scelta minore vegetariana e anche alcuni piatti raw vegan. A questo giro preso un antipasto con funghi king oyster con contornini buffi e delle pappardelle al cavolo nero con tocco a base di soia che, dannazione, vorrei averne la ricetta! Ho assaggiato anche dei ravioli vegani (splendidi) con salsa alle cime di rapa, che ho trovato però un po’ troppo amara. Cantina non troppo ampia ma c’è una passabile scelta di vini (anche dealcolati) e birre.
Antipasto, primo, dolce e calice di vino 40 euro, che secondo me è un prezzo più che corretto per la qualità offerta.

Postato il 21/12/2025


I Matetti

Alassio

I Matetti, ovvero “I bambini”, è un’anomalia nella ristorazione alassina, che è fatta di ristoranti di pesce sul lungomare, troppo cari, tutti col tataki di tonno, e spesso neanche tanto buoni.
I Matetti non è in una zona di passaggio, è sulla strada principale più trafficata, non ha di solito tavoli fuori (ne mettono qualcuno in estate, ma non sono un granché, vista la vicinanza nella strada) ed è arredato piuttosto pacchianamente con vecchie foto e pubblicità vintage. Ci sono una ventina di tavoli e a tratti è piuttosto rumoroso. Tuttavia, ed è questa la vera anomalia, si mangia bene a prezzi modici. Il menu è fatto di piatti della tradizione, sia mare che terra, e accanto al menu fisso si alternano altri piatti su base settimanale (ad esempio, il venerdì ci sono i totani ripieni). La qualità media è davvero buona, le porzioni abbondanti e i prezzi corretti. Come se non bastasse, offrono anche un pre-antipasto con farinata e un dolcetto con frittelle (che, a richiesta, viene anche reiterato finché non ne potete più). E’ un posto, per capirci, frequentato dai vecchietti locali. Per noi vegetariani c’è una discreta scelta. Questa volta ho mangiato pansoti in salsa di noci e farinata, roba consueta ma corretta. Nell’antipasto misto ci sono delle eccellenti torte di verdura (dividetelo con un onnivoro, le parti di pesce sono notevoli), e il pesto è molto buono.
Tutto questo, evidentemente, si porta dietro il fatto che è molto difficile trovare posto dai Matetti. Accettano prenotazioni solo via Whatsapp, e, questa è la clausola diabolica, entro al massimo una settimana. Quindi non potete fare i furbi e prenotare la vostra cena per l’estate prossima, ma ricordarvi una settimana prima e sperare che qualcun altro non abbia avuto la stessa idea e sia stato più veloce. Inoltre, di sera applicano quell’orribile abitudine di fare “i turni”, quindi magni o alle 19.30 o alle 21. Soluzione? Andate a pranzo fuori stagione, ancora meglio se in un giorno feriale. Ne varrà la pena, credetemi.

Postato il 29/11/2025


Trattoria Ugo

Genova (Centro storico)

La Trattoria Ugo è una certezza per i genovesi, per la sua presenza, per la sua qualità costante e soprattutto per il menu, sostanzialmente immutato a memoria d’uomo. Sì, è vero, c’è qualche piatto del giorno che rinfresca la lista, ma i tortelli alle erbette piccanti sono lì da decenni.
A parte questo, complessivamente è una trattoria buona, ma senza essere speciale. All’ultimo giro ho preso i suddetti tortelli (che erano ok…come sempre!) e melanzane fritte che erano un po’ troppo fritte. Ho visto girare delle fettuccine al pesto corrette, pansoti con salsa di noci forse troppo pannosa, tartare di manzo un po’ troppo piccola.
Prenotare da Ugo richiede un minimo di fortuna perché rispondano al telefono (è la maledizione dei ristoranti: se chiami in orario di pasto, non rispondono perché hanno da fare, se chiami in altri orari non ci sono) ma in genere non è impossibile trovare un tavolo. Presentarsi senza prenotazione in un weekend non è invece un’idea furba.

Mi son reso conto che quando mi chiedono dove mangiare in centro a Genova consiglio Ugo, non perché sia proprio buono, ma perché è autentico, ha prezzi corretti ed è difficile che sbaglino un piatto. Te credo, son gli stessi da quarant’anni!

Postato il 28/11/2025


Trattoria Le Cicale

Genova, Foce

Questa trattoria genovese in zona Foce, scelta per una cena con tre ex-colleghi per sparlare della gente che conosciamo, è stata decisamente apprezzata.
Uno dei commensali è in carrozzina elettrica e il locale si è rivelato perfettamente accessibile, ed è abbastanza piccolo (una dozzina di tavoli) e complessivamente tranquillo. Il menu è sostanzialmente genovese, tendente ai piatti di terra, coi classici piatti per le trattorie: trofie al pesto, pansoti, ravioli al tocco, baccalà, acciughe fritte. C’è nel menu anche qualcosa di piemontese: vitello dai piedi tonnati, tartare di Fassona. Io ho preso una focaccina allo stracchino fritta che era…fritta! Molto fritta! L’antipasto misto è abbondante, lo consigliano per due, e ci sono frittini, uova ripiene, salame, insalata russa.
Ci sono anche piatti del giorno, e io ho preso una “zuppa del contadino” con crostini al burro che temevo fosse la classica zuppa in busta del supermercato, ma invece mi è parsa proprio fatta da zero. I primi standard, ravioli e pansoti, mi dicono che fossero sopra la media.
Ho preso come dolce la crostata. La crostata è il mio dolce preferito, ma solo se la frolla è fatta bene e la marmellata buona. Visto che il resto era ok, ho deciso di provare e sono rimasto molto soddisfatto: una crostata come Manitù comanda!
La carta dei vini è abbastanza limitata, dato il carattere del ristorante. Ho preso una Ribolla Gialla al bicchiere che ha fatto il suo dovere.
Tutti abbiamo preso antipasto, primo e dolce e il conto è stato un corretto 34 euro a testa.

Si tratta di un posto un po’ fuori dai miei giri, ma non è facile trovare una trattoria semplice e curata come questa, e penso ci tornerò.

Nota: occhio a non confonderlo con il ristorante gemello “Le Cicale - ristorante” che magari è buono ma è caro come il fuoco.

Postato il 19/11/2025