Un blog fuori tempo massimo

Le due torri (Il Signore degli Anelli, #2)

di J.R.R. Tolkien

Le due torri (Il Signore degli Anelli, #2) Bompiani,1954,592 pagine
Procede il mio ritorno alla Terra di Mezzo. Con la seconda parte Tolkien prende meglio le misure sin da subito: meno canzoni, più azione, e una gestione temporale che denota una bravura organizzativa non da poco: in particolare il primo libro, quello a Ovest, dalle parti di Isengard, sposta non l’azione da un gruppo di personaggi all’altro ma anche la collocazione temporale, in modo che alcuni piccoli misteri vengano svelati in seguito dall’altro gruppo, a volte andando indietro o a volte avanti nel tempo. E nel secondo libro, secondo me, la cosa migliore di tutte è il rapporto tra Frodo e i suoi due compagni: l’amicizia oggettivamente un po’ omoerotica con Sam (Merry e Pippin sono compagnoni, ma Frodo e Sam vanno al di là dell’amicizia e del rapporto padrone/servitore), ma soprattutto la relazione con Gollum, in particolare alla luce del finale.
Gli anni non intaccano il piacere di leggere questo libro. E’ proprio una goduria.
Lato traduzione, Ottavio Fatica in  questo secondo libro ci dà un po’ dentro con gli arcaismi quando parla Thèoden, e scivola ogni tanto nel cannarsismo nelle descrizioni, scegliendo termini sicuramente precisi, ma molto inconsueti. Ho imparato qualche parola sul vocabolario scartabellandolo durante la lettura.

Postato il 02/07/2022


Tieniti stretto il cappello. Potremmo arrivare molto lontano: Lettere

di Kurt Vonnegut Jr.

Tieniti stretto il cappello. Potremmo arrivare molto lontano: Lettere Bompiani,2012,560 pagine
Libro per stomaci a digiuno di Vonnegut, il suo epistolario in ordine cronologico è una lettura da prendere a piccole dosi perché è a tratti oggettivamente noioso. Di interessante c’è che traspaiono due Vonnegut diversi: quello dell’ironico, saggio, ineffabile maestro di vita che abbiamo conosciuto nei suoi libri; ma anche un uomo a tratti confuso, arrabbiato, con problemi di alcool più o meno dichiarati nelle diverse fasi della sua vita e difficoltà ad avere relazioni sentimentali e di amicizia.

Postato il 21/06/2022


L'educazione sentimentale di Eugenio Licitra

di Francesco Recami

L'educazione sentimentale di Eugenio Licitra Sellerio,2021,219 pagine
Un libro che trasuda anni ‘70 da ogni parte, tra studi di filosofia, gruppuscoli politici, Alfasud, una generale “polverosità” e grigiore dell’atmosfera; e chiunque abbia avuto vent’anni e abbia vissuto in coinquilinaggio riconoscerà molte meccaniche relative. La trama, alla fin fine, è una collezione di episodi, non sempre legati benissimo (ad esempio, la sottotrama di Eleonora sembra un po’ scollata), ma con un discreto carattere e ben scritti. E alla fine è difficile non affezionarsi a questo timido meridionale a Firenze, ma anche ai suoi compagni più strambi, apparentemente di successo ma in realtà anche loro ragazzi in cerca della propria via.

Postato il 19/06/2022


Il potere dell'infinito: L'universo raccontato dal calcolo infinitesimale (Italian Edition)

di Steven H. Strogatz

Il potere dell'infinito: L'universo raccontato dal calcolo infinitesimale (Italian Edition) Codice Edizioni,2019,414 pagine
Ho letto un sacco di libri di questo genere, e sinceramente è difficile trovare qualcosa di originale. Temo che l’opera di Strogatz non sia del genere: chiariamoci, è fatta piuttosto bene, parte pressoché da zero spiegando il calcolo infinitesimale ma non ha paura di avventurarsi ogni tanto in qualche spiegazione più tecnica e di mettere qualche formula, ma manca di qualche guizzo che la renda veramente memorabile. Inoltre, nella foga di raccontare l’importanza di derivate e integrali, a volte esagera e dà il merito al calcolo infinitesimale per invenzioni e scoperte che sicuramente l’hanno utilizzato, ma non come elemento centrale. Per fare un esempio, nella lotta all’Aids.

Postato il 11/06/2022


Chiedi a Iwata

di Satoru Iwata

Chiedi a Iwata Panini Comics,2021,192 pagine
Raccolta di scritti di e su Iwata, CEO di Nintendo e figura mitica nel mondo dei videogiochi. Io ho sempre una grossa dose di scetticismo nei confronti di questi “santini”, anche quando, come in questo caso, vengono presentati come persone gentili, sagge e attente al personale e ai clienti. Quindi, se Iwata è davvero come è stato presentato, era una brava persona (ma mantengo i miei dubbi), ma il libro non è un granché: le riflessioni sono quasi sempre molto banali e ripetitive. Traspare un uomo buono, un capo che è un padre di famiglia (ma poi l’idea di azienda come famiglia mi disturba), ma non particolarmente geniale. Le cosiddette “perle di saggezza” alla fine di ogni capitolo sono spesso imbarazzanti.
La traduzione nel complesso piuttosto scadente non facilita la lettura.

Postato il 05/06/2022


Tennis

di John McPhee

Tennis Adelphi,1969,222 pagine
Il pezzo principale del libro, la narrazione un incontro di tennis di fine anni ‘60, è la parte più interessante, sia per quello che racconta sia per la tecnica giornalistica che confronta i due giocatori, inframmezza la cronaca del match con frammenti di interviste ai due e considerazioni sul mondo del tennis. E’ davvero un gioiello, da questo punto di vista. Peccato che non sia tradotto molto bene, e il curatore si occupa anche del secondo pezzo, francamente poco interessante. Si conclude con un altro pezzo di McPhee, sull’erba di Wimbledon, interessante ma meno efficace del primo.

Postato il 04/06/2022


I sette peccati capitali e le sette virtù capitali

di Giorgio Scerbanenco

I sette peccati capitali e le sette virtù capitali Garzanti Libri,2010,252 pagine
Scerbanenco secondo me dà il meglio nei suoi racconti, e più sono neri più è a suo agio. E’ per questa ragione che, in generale, è la prima parte di questo libro, quella su peccati capitali, è quella che funziona meglio. E’ dove l’autore riesce a esplorare le piccolezze e le sordidità degli esseri umani; plauso in particolare al racconto sull’invidia. E però il racconto migliore tra tutti per me è nella seconda parte (ma poi, esistono davvero le “sette virtù capitali”?), quello relativo alla speranza, che segue una storia d’amore irrisolta per una vita.

Postato il 29/05/2022


Anna Karenina

di Leo Tolstoy

Anna Karenina Vintage,1878,964 pagine
“Anna Karenina” non è esente da difetti. Ci sono alcune parti di scarso interesse per il lettore moderno, a volte anche piuttosto lunghe: in particolare quelle relative alle gestione dei latifondi o l’amministrazione della Russia zarista. Si tratta di temi che erano a cuore per Tolstoj, ma che non sono sopravvissuti al secolo e mezzo da allora. E poi, anche se lo sguardo dell’autore è di pietà e non di condanna, tutta la storia di Anna come peccatrice e “donna perduta” agli occhi odierni appare eccessiva.
Ma pazienza. Anna Karenina, nonostante il titolo pensi si focalizzi su una persona, è un romanzo corale in cui Tolstoj dimostra una vertiginosa abilità nel mettersi nella testa dei suoi personaggi, a volte anche nello stesso capitolo: è una tecnica che i corsi di scrittura dicono di evitare a tutti i costi, “a meno di non essere estremamente bravi”. Ecco, Tolstoj lo è. E questi personaggi, anche grazie all’introspezione, sono costruiti proprio bene. Ognuno avrà il suo preferito, il mio è il crapulone Stepan Arkadič, quasi una spalla comica ma motore di molta azione, a partire dal celeberrimo incipit.
E oltre i personaggi, la quantità di scene memorabili: cito solo, tra le mie preferite, la proposta fallita di Levin a Kitty; quella invece riuscita (la celebre scena con le iniziali delle parole) e la successiva notte d’euforia di Levin; la morte di Nikolah, fratello di Levin; il flusso di coscienza di Anna prima della sua uscita di scena; la fallita dichiarazione dell’altro fratello di Levin; la corsa di cavalli di Vronskij.

Postato il 28/05/2022


Le formiche tagliafoglie

di Bert Hölldobler

Le formiche tagliafoglie Adelphi,2010,191 pagine
Interessantissimo librino sulla straordinaria complessità della società di queste formiche, che creano colonie con milioni di individui e architetture complesse, coltivano funghi, hanno caste ultraspecializzate e tecniche di raccolta raffinate. Una fetta di natura poco conosciuta e sorprendente.
Il libro è relativamente tecnico (alcune volte mi son dovuto fermare per cercare un termine non incluso nel glossario) e focalizzato sull’etologia, ottimamente corredato di foto e illustrazioni, e scritto e tradotto anche piuttosto bene. Lo si legge rapidamente e con piacere. Mi sarebbe solo piaciuto un approfondimento sul concetto di superorganismo, che è trattato piuttosto superficialmente: se la singola formica è un essere quasi demente, come avviene il salto per il quale una colonia è un’entità così intelligente?

Postato il 05/05/2022


Le mille e una morte

di Jack London

Le mille e una morte Adelphi,1899,149 pagine
Dopo aver amato molto Martin Eden, decido di approfondire Jack London coi suoi racconti, e scelgo un volume un po’ a caso. Dopo aver letto il primo racconto, quello che dà il titolo alla raccolta, mi dico: “Orcaloca, ho beccato un libro di avanzi!”. Il primo appare infatti come un racconto goffo, quasi un soggetto, un riassunto, per un romanzo più ampio, con avvenimenti rapidissimi e un finale tronco. Scopro invece poi che è un racconto giovanile (secondo me un romanzo abortito), a cui segue roba molto migliore: i due racconti nello Yukon, “Bâtard” e “Allestire un fuoco”, sono bellissimi, ma anche “Perdifaccia” è assai notevole, l’omaggio/imitazione di Poe è curioso anche se non riuscitissimo e la protofantascienza di “Il Dio Rosso” è affascinante (e spaventosamente razzista, va detto).
In definitiva, non spaventatevi per il primo racconto, dopo arriva la ciccia buona, e Jack London non delude.

Postato il 07/04/2022